“La scrivente soprintendenza, per quanto di propria competenza, sostiene le numerose istanze avanzate dalle associazioni a favore della salvaguardia del pino monumentale e avalla la causa, essendo coerente con gli obiettivi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale a cui è preposto questo ufficio”.
Fanno rumore le parole scritte da Angela Acordon, soprintendente della provincia di Lucca, in risposta ad Italia Nostra Versilia che aveva inviato una missiva all’ente per un parere sulla salvaguardia del pino monumentale presente sul sagrato della chiesa di Sant’Andrea a Viareggio.
Parole destinate ad infiammare ancora di più ‘l’affare pino da abbattere’ che avevano portato a manifestazioni di protesta da parte dei cittadini lo scorso 20 luglio e la conseguente ‘risposta’ dell’amministrazione che aveva chiuso al traffico la strada, causando non pochi disagi. Una chiusura figlia della pericolosità della strada che, come ci avevano ricordato i negozianti in un articolo uscito sul nostro giornale la scorsa primavera, verserebbe in questa condizione da anni.
Un parere sulla situazione, quello dei commercianti, che troverebbe riscontro nel prosieguo della stessa lettera di risposta inviata dalla soprintendenza ad Italia Nostra. “Si segnala che – si legge nella lettera – con nostra nota del 28 marzo 2025 a cui non è seguito nessun riscontro, la scrivente richiedeva alla curia e al comune di Viareggio l’adozione di misure finalizzate ad evitare l’abbattimento dell’importante esemplare di pinus pinea”.
“Italia Nostra Versilia sottolinea che questo parere è per il comune di Viareggio ‘vincolante’ in base alle leggi vigenti e che di conseguenza dovrebbe attuare soluzioni alternative all’abbattimento per il rifacimento della strada – dicono da Italia Nostra Versilia – Inoltre notiamo, con soddisfazione, che dopo la manifestazione da noi organizzata il 1 Agosto davanti al municipio di Viareggio la sensibilità dei cittadini alle problematiche del verde pubblico è aumentata e con essa la partecipazione”.
Per i membri dell’associazione resta a prescindere l’amarezza. “Rimane l’amaro in bocca – sottolineano da Italia Nostra Versilia – di come è stata gestito, fino ad oggi, l’affare pino, da parte del comandante Pagni e dall’amministrazione comunale, passata ed attuale, solo la mobilitazione di Italia Nostra e di altre associazioni ha evitato che il 20 luglio scorso venisse tagliato. Non curanti della lettera della sovrintendenza di marzo 2025, dove diceva le stesse cose ‘Il pino non si taglia’ loro continuavano a procedere non informando la cittadinanza tutta. Questo atteggiamento, lo’stesso tenuto per altri abbattimenti, deve essere censurato. Qualcuno nel ‘palazzo” dovrà assumersi le proprie responsabilità e comportarsi di conseguenza”.



