“Il procedimento del Piano Strutturale ha una scadenza nel luglio 2027. Non domani. Non tra una settimana. Tra oltre un anno. Dov’è quindi l’urgenza? Dov’è l’improrogabilità? La risposta è semplice: non ci sono. La realtà smonta la propaganda”. I consiglieri della coalizione di centrosinistra Dario Rossi, Filippo Ciucci, Diego Sodini e Stefano Manfredi tornano all’attacco sulle controdeduzioni al piano strutturale il cui voto è stato convocato dalla giunta comunale per il 16 aprile, a circa 40 giorni dalle elezioni comunali del 24 e 25 maggio.
L’atto di avvio del procedimento di formazione del piano strutturale per il comune di Viareggio è stato approvato con deliberazione consiliare numero 25 del 24 giugno 2024, efficace dalla data dell’8 luglio 2024. L’articolo 93 della legge regionale Toscana 65/201 spiega che “Il procedimento di formazione del piano strutturale o della variante generale ha durata massima non superiore a tre anni decorrenti dall’avvio del procedimento di cui all’articolo 17”. Quindi il procedimento di formazione del piano strutturale avrà termine finale il 7 luglio del 2027, tra un anno e 3 mesi circa.
Dopo tale data, in mancanza dell’approvazione definitiva del piano strutturale, ai sensi del secondo comma della stessa disposizione non saranno “consentiti gli interventi edilizi di cui all’articolo 134, comma 1, lettere a), b), b-bis), f) e gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti eseguiti con contestuale incremento di volumetria complessiva” come spiegato dalla legge.
I consiglieri della coalizione di centrosinistra avevano lamentato il timore che indire un consiglio comunale sul piano strutturale, ovvero una cosa che avrebbe un forte impatto sul territorio per gli anni a venire, potesse ‘minare’ la campagna elettorale e condizionare sia le elezioni che il mandato di chi guiderà poi la città. Quindi hanno scritto a Fabrizio Petruzzi, segretario generale del comune di Viareggio, per chiedere lumi.
“Il parere del Segretario Generale è chiaro – attaccano i consiglieri – dopo l’indizione dei comizi elettorali, il Consiglio Comunale può deliberare solo atti ‘urgenti e improrogabili’. E soprattutto chiarisce cosa significa davvero urgenza: scadenze perentorie fissate dalla legge o rischi concreti di danno per l’ente o per diritti tutelati. E qui cade il castello di carte”.
Nella sua lettere di risposta “Il segretario richiama anche un principio fondamentale: evitare che decisioni di grande impatto, con effetti duraturi sul territorio, vengano prese a ridosso delle elezioni, influenzando il voto dei cittadini o vincolando chi verrà dopo.
Esattamente ciò che abbiamo denunciato – puntualizzano i consiglieri – Il parere reso ai consiglieri comunali è oggi un elemento fondamentale: non è un’opinione politica di parte, ma un atto al quale l’amministrazione dovrà uniformarsi, senza inventare motivazioni urgenti che non esistono. Del resto, in dieci anni non sono stati in grado di portare a termine alcuna pianificazione generale del territorio. Le regole vanno rispettate, non stravolte. Perché il punto non è rallentare il piano strutturale. Il punto è farlo bene, con trasparenza e senza scorciatoie elettorali. Viareggio merita scelte serie, non atti affrettati travestiti da urgenze. E soprattutto merita rispetto: per le istituzioni, per la normativa e per i cittadini che tra poche settimane saranno chiamati a decidere il futuro della città”.




