Continua la polemica sul teatro Politeama a Viareggio. Lo storico teatro chiuso nel 2018 sul quale era intervenuto il sindaco Giorgio Del Ghingaro che aveva specificato la scelta fatta dal Comune di acquistare l’Eden visto che ristrutturare il Politeama sarebbe stato troppo oneroso, porta a nuove risposte dopo quella fatta dalla coalizione di centrosinistra. Stavolta è il comitato “Salviamo il Politeama” a tornare sul tema.
“Riteniamo che le dichiarazioni fatte dal sindaco vadano oltre la misura consentita dal rispetto che, come primo cittadino, deve alla città – attaccano dal comitato – A cominciare dall’affermazione che la città abbia scelto, che è doppiamente non veritiera. In primis perché la discussione che avrebbe dovuto avere luogo, secondo quanto dichiarato a suo tempo, in un consiglio comunale aperto non è mai avvenuta; se ne deduce che la decisione sia stata solo sua e questo non stupisce. In secondo luogo, quando sostiene di aver scelto di acquistare il Teatro Eden, sembra che ci si dimentichi che la ‘scelta’ in realtà fosse una via obbligata dettata dal ‘Capitolato delle concessioni comunali’, Articolo 11 Comma 3, le cui condizioni riteniamo siano occorse nella vicenda di cui stiamo trattando”.
Il sindaco, oltre alla spesa di circa 15 milioni di euro che sarebbe servita tra rilevare la parte dello stabile non rientrante nel federalismo fiscale e la ristrutturazione, aveva poi sottolineato che la spesa di gestione annuale dello stabile sarebbe costata circa 700mila euro.
“Il tirare in ballo poi la questione della manutenzione, ordinaria e straordinaria, del Politeama svia la questione dal nucleo centrale del problema – sottolineano dal comitato – il Politeama per il suo valore culturale deve essere recuperato e destinato alla sua naturale dimensione di luogo d’arte. L’istituto del Federalismo culturale, che di fatto poteva essere la via giusta per acquisirlo, è stato abbandonato scientemente non avendo voluto che diventasse uno strumento di reale intervento, adducendo costi elevati, in mancanza di una verifica se quanto proposto fosse l’unico modo per affrontare la questione. Un modo inelegante per lavarsene le mani, lasciando di fatto alla mercé del tempo l’intera struttura con i costi che questo comporta sulle spalle dei contribuenti”.
Le esternazioni del sindaco per il comitato “non fanno che dimostrare lo scollamento tra la città reale e il suo primo cittadino; che sembra ignorare come il Politeama non sia stato soltanto un luogo di alta cultura, ma anche un contenitore di teatro giovanile, dialettale, amato dai cittadini e dalle cittadine di varie generazioni, e che oggi viene invece considerato alla stregua di un elemento di disturbo, del quale liberarsi al più presto”.
“Ci domandiamo – proseguono – se questa visione sia condivisa dalla sua candidata a sindaco di riferimento, Sara Grilli, e cogliamo l’occasione per chiederlo ai candidati e alle altre candidate; assumere una posizione chiara in merito è un atto doveroso per senso di responsabilità verso l’elettorato. Il Sindaco dice che dovrebbe essere abbattuto. Una strada certamente percorribile di fronte ad un edificio di nessun pregio. Perché lo dice oggi in modo provocatorio e non ha preso in considerazione questa ipotesi a tempo debito?”
A far discutere anche il fatto che il sindaco abbia sottolineato che oggi la città ha 3 teatri. “L’affermare poi che il Politeama non meriti il recupero perché Viareggio dispone di tre teatri – commentano dal comitato – è in sé irriverente verso la città condannandola ad avere un ‘cadavere in casa’, assumendo allo stesso tempo, con il rispetto dovuto e la consapevolezza del loro significato, che una ‘aula magna recuperata’, un auditorium e un ‘teatro zoppo’ possano essere messi alla stregua di un teatro, in una città che di teatri e di cinema se ne intende. La città che ancora è in grado di pensare e di valutare le affermazioni è stanca di essere offesa da una propaganda sterile”.
Viareggio, Politeama interviene il Comitato: “Il sindaco dice il falso”




