Viareggio, proteste per il taglio della storica magnolia

“Ci sono mille modi per sistemare le cose, ma il risultato è sempre lo stesso: un albero in meno, non si ha più rispetto per niente” ci dice una residente, visibilmente provata dall’accaduto. La pianta di magnolia, un punto di riferimento per via Sant’Andrea a Viareggio insieme allo storico pino di fianco alla chiesa, non c’è più.

La pianta era su proprietà privata. “Per evitare accuse infondate chiediamo di poter visionare pubblicamente la certificazione agronomica per capire se l’albero fosse realmente malato o compromesso – dicono in una nota congiunta Alleanza Verdi e Sinistra, Fermi Mai, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Rinnovamenti, Spazio Progressista – poiché una chioma di quella stazza offre un beneficio microclimatico e un’ombra che appartengono alla vita di tutto il quartiere”.

L’abbattimento è accaduto mentre le associazioni stanno lanciando la possibilità di un sit-in – o davanti al Comune o in via Sant’Andrea – per cercare di salvaguardare il pino secolare per il quale, sottolinea Italia Nostra, l’amministrazione avrebbe “fatto richiesta alla sopraintendenza la preventiva autorizzazione per l’abbattimento”.

“È qui che il caso singolo si salda inevitabilmente con la responsabilità politica dell’amministrazione Grilli e con una visione gestionale della città che fatichiamo ad accettare – proseguono dalla coalizione di centrosinistra – A Viareggio sembra essersi radicata la cultura del taglio come scorciatoia perché la manutenzione ordinaria e la cura dell’esistente spaventano questa maggioranza. Gestire radici e studiare pavimentazioni adeguate richiede fatica e investimenti, mentre la motosega elimina il problema di netto, trasformando però strade e sagrati in isole di calore roventi nei mesi estivi”.

L’opzione 1 albero abbattuto 10 nuovi piantati, non sarebbe una opzione gradita. “Non possiamo più accontentarci della solita litania secondo cui per ogni albero vecchio abbattuto ne verranno piantati dieci nuovi, una promessa che nasconde un paradosso fallimentare – sentenziano dalla coalizione – Un albero secolare vive in totale autonomia idrica e biologica regalando ombra e assorbendo CO₂, mentre dieci giovani piantine hanno bisogno per anni di irrigazione costante e cure intensive. Cosa accade, allora, quando un’amministrazione già incapace di garantire la manutenzione ordinaria promette di piantare dieci nuovi alberelli? La risposta è sotto gli occhi di tutti nella nostra Pineta di Ponente e lungo le strade cittadine, dove molti nuovi alberi sono già morti seccati: abbandonate alla siccità estiva e prive di cura, le giovani piante muoiono in una sola stagione”.

“Così – concludono – la cittadinanza si ritrova vittima di una tragica matematica che non regala dieci alberi in più, ma lascia Viareggio con undici alberi morti in totale e un quartiere sempre più torrido e impoverito. Per questo chiamiamo la giunta a una seria presa di responsabilità e a un cambio di rotta radicale, basato su trasparenza, vere competenze agronomiche e rispetto per quel patrimonio arboreo che rende la nostra comunità un luogo vivibile e protetto”.

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