Rifare il ballottaggio in tutte o alcune sezioni elettorali oppure dare vita a nuove operazioni di scrutinio del contenuto delle buste degli uffici elettorali di sezione. È quanto chiede, in estrema sintesi, Federica Maineri nel suo ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Toscana contro il comune di Viareggio.
Nel ricorso, oltre a ricordare i fatti avvenuti durante la campagna elettorale – come la denuncia dell’allora assessora al sociale Sara Grilli di persone che promettevano case popolari per il voto, le violazioni fatte dal profilo istituzionale del Comune o la propaganda ai seggi durante il voto – si vanno a contestare irregolarità che sarebbero avvenute in 22 sezioni.
Si va da situazioni come quella nella sezione 60 dove “Al paragrafo 15 si legge – è scritto nel ricorso – a firma del Presidente di sezione, quanto segue: ‘Nel pomeriggio di domenica si presenta un’elettrice che, al momento di inserire la scheda, appena lasciata cadere dentro l’urna, dichiara “le ho messe tutte e due dentro’. Si presume quindi di aver consegnato due schede anziché una. Si chiede se le schede sono state piegate insieme e viene risposto di no. Si chiede se ha segnato una o due schede e viene risposto una. Pertanto si verificherà, in fase di scrutinio, della presenza di una scheda in più rispetto ai registri delle tessere e delle liste. Si procederà all’esclusione dal conteggio di una scheda bianca o di una scheda nulla”.
Oppure numeri che non tornano con sezioni dove mancherebbero schede, nella sezione 35 “mancano all’appelo 28 schede autenticate non utilizzate”, nell’ufficio elettorale distaccato alla Rsa Barbantini avrebbero votato in 4 quando gli aventi diritto erano 3, nella sezione 9 “Non è indicato il numero delle schede avanzate non autenticate e non è neppure compilata la dichiarazione circa la corrispondenza o meno tra il numero di schede consegnate effettivamente e quello indicato nel verbale”. Nella sezione “Il numero di schede autenticate non utilizzate è indicato in 25 quando invece dovrebbero essere 391”, nella 42,48 e 54 “Non è dato conoscere il numero delle schede effettivamente presente nella relativa busta all’atto dell’apertura” con la 42 che vedrebbe un “numero dei votanti effettivi che risulterebbero 2”.
Nella sezione 2 risulterebbe “che sia stato autenticato un numero di schede (700) inferiore al numero degli aventi diritto al voto (indicato in 1048 ma che, stando a quanto si legge a pagina 9, sarebbe, sommando i vari dati, 1056)” e che poi la somma delle schede autenticate non utilizzate e la somma dei votanti darebbe invece “come risultato 873 che non corrisponde, né al numero di schede che sono state autenticate, né agli aventi diritto al voto”.
Nella sezione 7 le schede “non utilizzate per la votazione sarebbero 44 quando invece dovrebbero essere 444” oltre a sezioni come la 22, 24, 25, 46, 40 e 44 dove “il numero delle schede autenticate non utilizzate non corrisponde agli aventi diritto al voto che non hanno votato”.
Motivi che hanno portato Maineri a presentare ricorso per chiedere al tribunale per chiedere che “annulli gli atti di proclamazione degli eletti; gli atti delle operazioni dell’ufficio elettorale centrale a seguito del turno di ballottaggio; gli atti delle operazioni relative al turno di ballottaggio di ogni ufficio elettorale di sezione; per quanto occorrer possa, annulli gli atti delle operazioni dell’ufficio elettorale centrale a seguito dello svolgimento del primo turno elettorale e gli atti delle operazioni elettorali relative al primo turno delle elezioni, di ogni ufficio elettorale di sezione”.



