“Il servizio di TgRegione mette in luce una situazione che non può più essere ignorata: la nostra città rischia di restare senza strutture comunali adeguate per le proprie società sportive. Un vero paradosso. La città della Viareggio Cup, una delle manifestazioni più prestigiose al mondo, oggi non garantisce spazi adeguati ai propri ragazzi e alle proprie associazioni. Questo non è solo un problema sportivo, è un problema sociale, educativo e di comunità”. Dario Rossi, consigliere comunale del Partito Democratico torna sul problema della mancanza dei campi da calcio comunali a Viareggio, sollevato sulle pagine del nostro giornale.
“Quando mancano i campi – prosegue Rossi – si riducono le opportunità per i giovani,
si mettono in difficoltà le società sportive, si indebolisce il tessuto sociale della città.
Viareggio ha una storia sportiva importante, ma oggi rischia di non avere le basi minime per costruire il futuro. Questa situazione è il risultato di anni di scelte sbagliate e di mancanza di visione. Serve una svolta”.
Per Rossi, candidato a sostegno di Federica Maineri, ci vorrebbe “recupero e riqualificazione degli impianti esistenti, a partire da quelli storici oggi inutilizzati, piano straordinario per lo sport di base, con investimenti certi e tempi definiti, riequilibrio tra pubblico e privato, per garantire accesso equo alle strutture e sostegno alle società sportive, che svolgono un ruolo fondamentale di presidio educativo e sociale”.
Sul recupero degli impianti, collegandosi anche al problema dell’ex piscina comunale sollevato dal candidato Paolo Annale, ha detto la sua anche Stefano Morelli, candidato per la lista Fermi Mai a sostegno di Maineri: “La città della Viareggio Cup, senza campi da calcio comunali fruibili. Il campo Del Chiaro finito all’asta e abbandonato. La vecchia piscina della Darsena chiusa da anni. Spazi pubblici lasciati morire in silenzio, sottratti ai giovani senza che nessuno lo dicesse apertamente – osserva Morelli – Nel frattempo, milioni di euro per grandi opere di cemento. Ma i ragazzi, le famiglie, le scuole non chiedono cattedrali nel deserto. Chiedono un campo dove giocare, spazi verdi sicuri dove stare e aree dove potersi allenare liberamente”.
Per Morelli la zona della Darsena interessata dal Del Chiaro e dalla ex piscina comunale “può diventare un polo sportivo pubblico, vivo e a disposizione della comunità, con un campo da calcio a prezzi calmierati per squadre giovanili e amatoriali”.
“Un polo raggiungibile a piedi in pochi minuti da tutte le scuole medie e superiori del quartiere – prosegue Morelli – Verde, aperto, frequentato. E proprio in mezzo al suo verde creare delle isole per lo sport diffuso. Aree attrezzate in città, curate e accoglienti, senza barriere architettoniche, per permettere a tutti di fare sport all’aperto in maniera totalmente gratuita. Perché uno spazio vivo è uno spazio sicuro. Il degrado e l’abbandono non restano mai vuoti. Diventano terreno fertile per tutto ciò che non vogliamo vicino ai nostri figli e alle nostre scuole”.
“Non servono colate di cemento – conclude Morelli – Serve manutenzione ordinaria, costante e seria. Erba tagliata, spogliatoi puliti, porte regolamentari. Piccoli atti quotidiani di cura pubblica che valgono più di qualsiasi inaugurazione”.




