Suonano, si presentano come persone che devono fare un controllo sulla qualità dell’acqua millantando problemi di contaminazioni e poi, una volta in casa, chiedono di vedere oro e contanti. È la vecchia truffa che sta nuovamente ‘girando’ in questi giorni a Viareggio e che con ogni probabilità potrebbe toccare anche altri comuni versiliesi.
Oggi, 22 giugno, ci è arrivata la segnalazione di una pensionato che stamani al quartiere Migliarina si è sentito prima chiamare e poi suonare alla porta da uno sconosciuto sui 30-35 anni con l’accento romano, il quale si è paventato come un tecnico che doveva provvedere a delle problematiche alla qualità dell’acqua nell’abitazione, spiegando che c’erano stati problemi di acqua contaminata nella zona con persone finite all’ospedale. Problematiche mai registrate dai residenti.
Una volta che si è fatto aprire, l’uomo paventava conoscenze coi familiari dell’uomo – fingendo anche una telefonata al figlio e dando alcune informazioni come se lo conoscesse – e poi faceva odorare un bicchiere d’acqua al pensionato.
“Puzzava moltissimo e dopo mi sono sentito stordito” ci ha detto il pensionato. Una volta fatta odorare l’acqua, dietro la scusa che ‘puzzava’ in quel modo perché dentro ci sarebbe stato del mercurio e che questo avrebbe procurato problemi a preziosi in oro e banconote presenti in casa, il 35enne avrebbe chiesto al pensionato di fargli vedere soldi e gioielli che custodiva nella sua abitazione.
Alla risposta che non aveva oro né contanti in casa, il presunto truffatore è uscito di casa e si è allontanato.
È una truffa abbastanza nota. Solitamente vede ‘all’opera’ due persone, una che funge da palo e l’altra che si cala nella parte di un sedicente tecnico dell’acqua che suona il campanello di una casa che ha adocchiato e che sa di essere abitata da anziani. Una volta che gli rispondono il falso addetto all’acquedotto allerta i presenti di un problema delle falde acquifere contaminate dal mercurio e da altre sostanze nocive pericolose per la salute.
Carpita la fiducia della persona che si trova davanti, magari fingendosi amico di amici o dei familiari come in questo caso, il truffatore si introduce nell’abitazione e, grazie ad uno spray che emette una esalazione male odorante, simula la presenza di mercurio nell’acqua erogata dal rubinetto.
L’intruso quindi riferisce agli anziani che per evitare i potenziali rischi connessi alla dispersione di sostanze tossiche, come mercurio, particolarmente dannose per i gioielli e banconote, devono riporre i loro averi all’interno di un sacchetto e poi posizionarlo nel frigorifero.
Le vittime, dopo aver inserito nella busta tutti i loro averi, la consegnano al truffatore che con la scusa che dovevano essere decontaminatati, esce dall’abitazione e si allontana. Solo dopo ci si rende conto del raggiro. Capendo che nella casa del pensionato non erano presenti né oro né soldi, l’uomo si è dileguato senza proseguire oltre, probabilmente cercando altre potenziali vittime dei suoi raggiri.



