“Nessuno qui si occupa della sicurezza. Se questi ci rimanevano e morivano, che succedeva?” A parlare è uno dei bagnini che poco fa, nel pomeriggio di oggi 1 giugno, ha salvato 3 turisti inglesi che stavano per annegare nel tratto di mare di fronte alla spiaggia libera della Lecciona, priva di sorveglianza nei suoi quasi 2 chilometri di lunghezza.
I tre uomini, di età tra i 50 e 60 anni, intorno alle 16 erano entrati in mare per fare un bagno ma, complice il gioco di correnti, non riuscivano più a tornare a riva.
“Siamo partiti con pinne e tavole da circa 600 metri e siamo andati a prenderli – spiegano i bagnini degli stabilimenti limitrofi alla Lecciona – li abbiamo visti annaspare e ci siamo subito diretti da loro. Il Comune così come la capitaneria sanno che non c’è nessun tipo di sorveglianza alla Lecciona ma, nonostante la pericolosità della cosa, nessuno fa niente. Non c’è nemmeno un pattino a metà della Lecciona da utilizzare alla bisogna per salvare persone che stanno rischiando la vita”.
I bagnini preferiscono restare nell’anonimato “Non ci interessa la pubblicità ma che si salvino vite – chiariscono – Bisogna aspettare sempre che ci scappi il morto per fare qualcosa?”
“Questo episodio – commenta Lorenzo Tosi, imprenditore – riporta al centro dell’attenzione un tema da troppo tempo sottovalutato: la sicurezza in mare alla Lecciona e sulle spiagge libere. Negli anni non sono mancati episodi tragici, interventi di salvataggio e ripetute sollecitazioni provenienti sia dai bagnini sia dai frequentatori della spiaggia. Segnalazioni che hanno evidenziato la necessità di affrontare in maniera strutturale una situazione che continua a presentare rischi significativi per residenti e turisti. La realtà è che ancora oggi la sicurezza alla Lecciona dipende troppo spesso dal senso di responsabilità, dalla generosità e dalla disponibilità degli operatori degli stabilimenti limitrofi, che intervengono ben oltre i propri compiti per salvaguardare vite umane. Ci vuole un servizio di sorveglianza alla Lecciona: la sicurezza dei cittadini e dei visitatori non può essere affidata soltanto al coraggio dei singoli. Deve diventare una responsabilità chiara e una priorità dell’amministrazione comunale”.




