Viareggio, Vecoli:: “Si tagliano i pini per risparmiare, la gestione del verde è un’emergenza”

Una serie di tagli che sarebbero dettati “dall’esigenza di risparmiare e non dai reali bisogni” per una gestione del verde pubblico da considerare “un’emergenza” in una città dove “manca il censimento arboreo”. È, in estrema sintesi, l’attacco mosso dal consigliere di minoranza Jan Vecoli della lista Fermi Mai sul taglio di numerosi pini che sta avvenendo a Viareggio e che ha portato a proteste e manifestazioni dei cittadini.

“Dalle cose che abbiamo visto nei primi mesi di amministrazione – commenta Vecoli – esiste un’emergenza a Viareggio che è quella della gestione del verde pubblico. Abbiamo visto in tre esempi fondamentali che sono stati il pino di via Sant’Andrea, per il quale oggi abbiamo fatto una richiesta ufficiale perché venga riconosciuto come pino monumentale, i pini delle scuole Pascoli che sono stati tagliati tutti indiscriminatamente nonostante le relazioni degli agronomi non dicessero assolutamente che erano da tagliare tutti come per quelli di via Cei: uno sicuramente era da tagliare non tutti gli altri”.

Stando a quanto riferisce Vecoli, il problema sarebbe di tipo economico. “Tutto questo taglio indiscriminato – prosegue il consigliere – a nostro modo di vedere e dalle relazioni che abbiamo in mano, dagli accessi agli atti, è legato a una gestione economica della della faccenda, cioè costa molto meno tagliare un pino e rifare l’asfalto che gestire la pianta e gestire la nel tempo. Per esempio, sul pino di via Sant’Andrea c’è uno studio di Italia Nostra che prevede che con 15mila euro di lavoro si possa andare avanti 15 anni. È tanto o poco? Secondo noi è poco per salvare una pianta così. Per l’amministrazione evidentemente è tanto e conviene tagliare e rifare l’asfalto”.

Dopo aver sottolineato che “dai documenti che abbiamo in mano non ci non esistono rischi imminenti di crollo delle delle piante”, Vecoli passa a parlare delle riapuntamazioni, facendo l’esempio della pineta di via Zara.

“Non vengono fatte nella maniera corretta – precisa Vecoli – la pineta di Via Zara è l’esempio che è sotto gli occhi di tutti. Sono stati tagliati tutti i pini secolari e sono stati ripiantumati dei pini di 1 metro e mezzo di altezza. Questo cosa comporta? Comporta che se ripiantumi un pino piccolo accanto a un pino grande, questo pino piccolo ritrova attraverso la vicinanza una indipendenza idrica. In questo modo invece devono essere annaffiati quasi quotidianamente. Le ripiantumazioni vengono fatte male e crediamo che l’indirizzo debba essere esattamente il contrario: ripiantare prima di tagliare”.

Non da ultimo il problema del censimento arboreo, ovvero la raccolta sistematica di dati sulla posizione, la specie e le condizioni degli alberi in un’area che serve ai comuni per gestire il verde pubblico, pianificare la manutenzione, prevenire pericoli e tutelare l’ambiente. Spesso è obbligatorio per legge nei centri più grandi.

“Siamo in tempi di emergenza climatica – osserva Vecoli – e questa emergenza climatica, come sta succedendo in tutta Europa, richiede che il Comune abbia un censimento arboreo, che non è stato ancora mai fatto, di tutte le piante che esistono sul territorio e preveda negli anni uno studio e una programmazione perché il verde diventi barriera contro il caldo. Un problema che è sotto gli occhi di tutti e che sta attanagliando tutta l’Europa”.

ultimi articoli