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Villa (Futuro Nazionale): “Manifestate pure, ma noi non ce ne andiamo”

“Sappiamo che sabato ci sarà una nuova manifestazione, noi avremo come sempre la sede aperta. Stiamo raccogliendo firme per la proposta di sicurezza del partito. In quella piazza si sta creando un clima che non va bene: posso capire la protesta una volta, ma non tutte le settimane. E poi, guardi, voglio dirlo in modo molto chiaro: non è che questo ci fa spaventare. Noi non andremo via, è chiaro adesso?”

Il responsabile toscano di Futuro Nazionale, Tommaso Villa, intervistato da Tgregione.it, fa il punto sull’ultimo mese delicato: dall’apertura della sede di piazza Tanucci a Firenze alle manifestazioni, fino alle polemiche politiche che potrebbero avere anche risvolti legali.
Cosa pensa delle proteste contro la sede di piazza Tanucci?
“Ognuno è libero di pensare come vuole. Ma è un diritto di un partito aprire una sede, dove crede. La popolazione può anche non condividere. Ma sentire dire che sono i residenti a non volere non è esatto: noi abbiamo una sensazione diversa, i residenti vengono a trovarci in sede. Non vogliono le sigle della sinistra. La Cgil non rispecchia il pensiero di tutti i residenti di piazza Tanucci”.

Però si è detto: Vannacci apre in piazza Tanucci perché sa che così avrà molta visibilità.
“Guardi, sa perché abbiamo aperto in piazza Tanucci?”

Perché?
“La proprietà della sede è riconducibile a persone del nostro partito. Ci hanno proposto loro quel fondo. Dovevamo dire di no? A Firenze non è facile trovare persone disponibili a mettere a disposizione il proprio fondo. Ci possono essere atti vandalici, e a volte non basta dire che si fa un’assicurazione. Questo riguarda tutti i partiti di centrodestra. Con questo clima di pressione i proprietari non sono tranquilli”.

Lei, Villa, è tranquillo?
“Io sì, oggi sono in sede da solo. Non ho certo paura. Il problema è quando una manifestazione assume toni e modi che mettono timore nella gente e che, di conseguenza, possono portare paura anche tra i nostri. Quello che abbiamo vissuto il giorno dell’inaugurazione è stata una scena brutta per Firenze. Se accanto a casa mia aprisse una sede del Pd o di Avs, non mi verrebbe nemmeno in mente di andare a manifestare. Noi siamo tranquilli e abbiamo le nostre idee: se non saranno all’altezza degli elettori, lo vedremo già tra un anno alle politiche”.

C’è qualcosa che vi ha particolarmente infastidito?
“Sì, le parole del presidente del Quartiere 5, Ferraro. Ci ha definiti neofascisti. Mi ha fatto molto arrabbiare: non si deve permettere di dirlo perché non è vero. Utilizza un linguaggio che non è istituzionale. Rappresenta tutti i cittadini del Q5, anche chi non lo ha votato. Dare dei neofascisti serve solo a portare avanti un’azione mediatica, ma in questo modo si infanga il nostro partito. Ci siamo mossi dal punto di vista legale: è diffamazione. Inoltre, ha buttato benzina sul fuoco. Avrebbe potuto dire di non condividere, ma di accogliere il partito come tutti. È stato un gesto molto grave”.

Avete in programma altre passeggiate?
“Sì, ne faremo altre. Voglio dirlo chiaramente sia a Palagi di Spc sia all’ex capo della polizia Gabrielli: noi non facciamo e non faremo ronde. Sono passeggiate identitarie, facciamo volantinaggi. Non vogliamo sostituirci alle forze dell’ordine. Se questo fa arrabbiare il sindaco Funaro è un problema suo: forse ha fastidio perché la lingua batte dove il dente duole”.

A Funaro cosa dice?
“Che fa polemiche sproporzionate. Sulla sicurezza noi non siamo al governo, non abbiamo rappresentanti lì. Mi meraviglio che non se ne sia resa conto”.

E sul Cpr?
“Noi siamo d’accordo. Se il governo indica in Aula un’area idonea, siamo favorevoli. Mi dispiace vedere la solita opposizione ideologica da parte della sinistra. Se ne parlava anche quando il presidente era Enrico Rossi. Io lo farei anche a Firenze: è una struttura che serve ed esiste in molte altre parti d’Italia”.

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