Due donne separate da un secolo, ma vissute nella stessa dimora con il medesimo amore per essa. “Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt a Marlia. Due donne, due secoli, una Villa” è il titolo dell’esposizione, sorta di dialogo ideale tra due figure che elessero entrambe la Villa Reale di Marlia (Capannori, Lucca) a luogo privilegiato dove far fiorire cultura, arte e mecenatismo. Fino al 16 agosto 2026, nella sala degli Affreschi del complesso di San Micheletto, saranno visibili bassorilievi, documenti, lettere, dipinti, arredi, abiti e accessori appartenuti a Elisa Bonaparte Baciocchi (1777 – 1820) e Anna Laetitia, detta Mimì Pecci Blunt (1885 – 1971).
Tra gli oggetti più affascinanti e importanti esposti spicca indubbiamente l’abito nuziale di Mimì, sposatasi con Cecil Blumenthal nel 1919. Il capo è stato recentemente attribuito all’atelier di Charles Frederick Worth, fondatore dell’Haute Couture francese; il taglio è austero ma realizzato in un prezioso tessuto di velluto di seta color avorio, tagliato e cesellato, con fodera in chiffon di seta e strascico in organza. All’altezza dei fianchi, in diagonale, sono applicate decorazioni con impuntura realizzata a mano: tralci con fiori e foglie di zagara in pasta di cera e carta colorata. Richiama la tradizione medievale, e in particolare fa riferimento a Bianca di Castiglia, regina di Francia nel XIII secolo e cristiana devota – dettaglio particolarmente apprezzato dal Cardinale Amette, arcivescovo di Parigi che celebrò il matrimonio e che si era raccomandato con la sposa di indossare un abito rispettoso.
Altra rarità sono le lettere autografe di Elisa Bonaparte, alcune delle quali esposte per la prima volta, datate tra il 1805 e il 1820 e indirizzate a diversi interlocutori, tra cui il fratello Luciano Bonaparte. Le epistole aprono una finestra sulla vita politica, familiare e culturale della principessa e sulle relazioni con la Lucca napoleonica.
Ma sono le tantissime fotografie che accendono la curiosità e aprono l’orizzonte sulla vita culturale del tempo di Mimì: sono ritratti artisti e scrittori illustri, come Paul Valery, Salvador Dalí, Jean Cocteau, Alberto Moravia, ma anche Jacqueline Kennedy e la principessa Margaret d’Inghilterra.
Strutturata in due sezioni principali, la mostra si apre con gli anni della formazione di Mimì a Roma – sottolineando la vicinanza con Papa Leone XIII, zio del padre della donna – per approdare all’acquisto di Villa Reale di Marlia nel 1923, dove la contessa cercherà di ricostruire l’atmosfera dell’epoca di Elisa.
La mostra è curata da Roberta Martinelli, con ricerche e testi di Simonetta Giurlani Pardini, progetto espositivo di Lucia Maffei, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dal Comune.



