Vinitaly, la Toscana e “la carica dei settecento”(stand)

VERONA- La Toscana, come ogni anno, si presenta a Verona con circa 700 stand, occupando un intero padiglione, il 9 per l’esattezza. Grande entusiasmo da parte delle aziende e i Consorsi della nostra regione, che portano in alto il grande ‘brand’ che è divenuto negli anni la “Toscana”. Il rosso che più di ogni altro significa proprio ‘Toscana’ se non addirittura Italia nel mondo intero.

Nonostante le gelate tardive, il Vigneto Toscana non si arrende. Per quest’anno calerà la quantità , ma la qualità sarà ottima. Questo territorio conta su 59mila ettari di viti, di cui 43mila a denominazione:
a lavorarle, 15mila delle 22mila aziende agricole totali in genere medio-piccole. Ad essere numerose sono quelle che conferiscono le uve alle 20 cantine sociali della regione, il cui prodotto non è comunque trascurabile, arrivando al 13 per cento del totale.

 

 

Questa 53° edizione di Vinitaly promette molto bene, accelerando sul coinvolgimento di addetti ai lavori che arriveranno da tutto il mondo e puntando i riflettori su ciò che di diverso viene proposto al mercato. La DOC Maremma Toscana, anche se nasce su di una terra in cui la vite si coltiva fin dal tempo degli Etruschi, propone vini alternativi che esplicitano l’unicità di una terra incredibilmente variegata. Una vera full immersion che vedrà protagonisti vitigni autoctoni tra i quali Sangiovese, Ciliegiolo, Alicante e Vermentino – fortemente in crescita – assieme a quelli internazionali, tra cui spiccano Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e Cabernet franc.

Impossibile non nominare il poker d’assi toscano più conoscouto al mondo:  Marchesi Antinori, gruppo da 25 milioni di bottiglie e 200 milioni di fatturato, aziende in tre continenti; Ruffino, oggi passata in mani americane (è di proprietà di Constellation Brands), 350 ettari, 100 milioni di euro con 26 milioni di bottiglie; Frescobaldi, 100 milioni di euro con 15 milioni di bottiglie; ed infinite Castello Banfi, re di Montalcino, 10 milioni di bottiglie da quasi mille ettari.

 

Il vino in Toscana significa anche turismo e questo evento rappresenta una vetrina importante ormai da anni.. Il Movimento per il turismo del vino stima un movimento di 14 milioni di enoturisti, per un valore di 2,5 miliardi di euro. Solo a Montalcino i visitatori sono 1 milione e mezzo in un anno, e nella piccola San Gimignano – la ‘Manhattan del Trecento’ – arrivano a 3 milioni.  Non è un caso che nell’ultimo anno sia incrementato il turismo nella nostra regione. Il 63% dei turisti italiani valuta come importante la presenza di esperienze enogastronomiche nei propri viaggi, il 52% presta attenzione ai prodotti agroalimentari e vinicoli di qualità, il 40% a quelli biologici, e il 42% è interessato a strutture ecosostenibili e a un turismo più ‘green’.

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