Violenza assistita: quando i minori sono testimoni di maltrattamenti

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VIAREGGIO – ( di Patrizia Mascari ) – Qualche puntata fà abbiamo trattato il tema della violenza domestica/nelle relazioni intime,  che implica un altro non trascurabile problema quello tecnicamente indicato come ‘violenza assistita’: si tratta della situazione in cui figli, generalmente minori, sono ‘testimoni’ di maltrattamenti, anche se non viene esercitata direttamente su di loro la violenza. I danni provocati da questo genere di esperienza sono svariati e molto gravi: viene infatti identificata come violenza primaria al pari del maltrattamento fisico, psicologico, dell’incuria o negligenza e dell’abuso sessuale. A voler essere più precisi i dati riportati in occasione della ‘Conferenza mondiale sulla violenza domestica di Singapore’ (1998) sono anche più sconfortanti: pare che nel 60% dei casi in cui c’è maltrattamento sulla donna, ci sia anche una qualche forma di maltrattamento diretta ai figli e viceversa, quando c’è maltrattamento o abuso sessuale sui minori, spesso c’è anche violenza sulla madre.

Per fugare dubbi e fraintesi  per violenza assistita si intende l’osservare da parte del bambino/a, ragazzo/a di una qualsiasi forma di maltrattamento intra-familiare che può essere compiuto attraverso varie modalità inclusa la trascuratezza: atti di maltrattamento fisico, ingiurie ed offese verbali, violenza psicologica, sessuale ed economica, su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulte o minori. Il/la minore può farne esperienza direttamente, nel caso avvenga nel suo campo percettivo, indirettamente quando ne è a conoscenza e/o percependone gli effetti. Include l’assistere a violenze di minori su altri minori, su altri membri della famiglia ed oltre che alle persone ai danni di animali domestici, ivi inclusi gli abbandoni.

I sintomi delle vittime di violenza assistita sono di ampio spettro e possono  manifestarsi  in vari comportamenti disfunzionali: condotte impulsive, aggressive ed autolesive, crudeltà verso animali, alterazione della sfera alimentare. Possono altresì comparire, in chi è testimone del misfatto, manifestazioni somatiche come disturbi gastrointestinali, infezioni del tratto respiratorio, mal di testa, disturbi del sonno, incubi ed episodi di enuresi notturna; il/la minore può arrivare a commettere reati, abusare di sostanze stupefacenti o alcool, instaurare relazioni malsane di abuso e maltrattamento. La violenza assistita può inoltre compromettere diverse aree di sviluppo far cui: la capacità di instaurare legami significativi di attaccamento affettivo, competenze emotive socio-relazionali, abilità cognitive legate anche alla sfera dell’apprendimento sul fronte scolastico.

Non si sottolineerà mai abbastanza quanto la violenza assistita sia dannosa da una molteplicità di punti di vista non ultimo per importanza quello pedagogico, la famiglia ha il ruolo per definizione di proteggere e formare attraverso modelli di comportamento: un/a bambino/a che cresce in una famiglia osservando condotte di tipo aggressivo e violento tenderà ad acquisire tali modelli, vivendoli come normali o comunque ammissibili. Pertanto i minori che assistono a situazioni di maltrattamento apprendono la violenza come stile di vita, perpetuandola, dato che ciò genera una spirale pedagogica viziosa di condotte violente che si tramandano poi di generazione in generazione, difficili da eradicare, nonché da correggere educativamente.

RubriSex la rubrica di sessuologia è tenuta da:

Patrizia Mascari, Psicologa, Consulente di coppia è Professore a.c. UNIFI, Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli.  Per ulteriori informazioni  la dottoressa è contattabile all’indirizzo mail: pamasca@tin.it.

Luca Lunardini  Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia,  dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia. E’ contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo: luca.lunardini1@tin

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