Violenza sulle donne: una barbarie per l’umanità, una follia malata per la sessuologia

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(di Luca Lunardini) I recentissimi fatti di cronaca, con la barbara uccisione della infermiera lucchese Vania Vannucchi, mi hanno imposto questa settimana una riflessione sul tragico fenomeno della violenza sulle donne.

L’umanità ne ha fatta di strada da quando la violenza era il principale, se non l’unico, modo di rapportarsi con il prossimo. Tuttavia fatti come quelli della settimana scorsa fanno vacillare la nostra convinzione di un reale progresso nei rapporti tra persone.

Da un punto di vista intellettuale, comportamentale e sessuologico non esistono reali differenze tra maschi e femmine e quelle che sembrano esistere sono dovute principalmente a condizionamenti culturali acquisiti.

La Scienza (quella con la “S” maiuscola) è chiara nel sottolineare la parità tra sessi nella vita sessuale. Eppure molti stupidi stereotipi sono duri a morire. In particolare molti giovani (ma, come ci insegnano i troppo numerosi episodi di cronaca nera, anche alcuni di coloro che sono, solo anagraficamente, adulti) continuano ad avere idee non chiare sull’argomento sesso e rapporti di coppia, complici anche adulterati messaggi sessuali che li bombardano quotidianamente via internet (e non solo).

La pornografia ha in se il rischio di un circolo vizioso: la visione continua dello stesso tipo di immagini, che inizialmente inducono eccitazione, con il passare del tempo perdono, per una sorta di “abitudine” perdono efficacia eccitatoria fino ad annoiare lo spettatore. Si può, così, entrare, in un circolo vizioso, per il quale per eccitarsi mentalmente occorre di più, qualcosa di più particolare e di più spinto. Si deve passare dai soliti film, immagini o siti pornografici “normali”, a quelli con stupri e altre violenze sessuali. Per giungere, al gradino successivo, all’assuefazione pressoché completa, per cui sarà poi sempre più difficile eccitarsi mentalmente e avere l’erezione fino a dover ricercare la violenza sessuale come tale arrivando a considerarla come “normalità”!

Tutti i ragazzi (e gli adulti!) devono essere informati che la visione continua di immagini o film pornografici per potersi eccitare e masturbare, può portare a una vera e propria dipendenza e assuefazione, con conseguenze, alla lunga, proprio opposte a quelle ricercate: la riduzione della capacità di eccitarsi mentalmente.

Questi messaggi, falsi e falsanti, ingenerano una immagine deviata della donna. Immagine che viene costruita nel tempo in base a certi stupidi, ma “pompati”, pregiudizi: la donna come oggetto.

Da un punto di vista sessuologico è la cosiddetta “cultura del buco”. La donna oggetto che rappresenta solo un “buco” per la soddisfazione maschile. E’ la distorta (e ridicola!) “Cultura del macho” dove chi ha più rapporti sessuali è più “uomo”. Una cultura che rende l’uomo stupidamente egoista sotto le lenzuola (stupidamente perché non sa quanto piacere in più proverebbe facendo impazzire di piacere la propria lei…) ma che può anche sfociare in una idea di “possesso” che diviene anche violenza.

Dobbiamo continuare a contrastare queste ridicole (e pericolose!) pseudo-culture. Si deve insegnare ai ragazzi che non è la quantità di donne “possedute” (o l’eiaculazione in una vagina) che li farà essere più “Uomini”. Dobbiamo far comprendere che è, al contrario la capacità di amare (anche una sola donna per tutta la vita) quello che conta veramente!

Nelle scuole dovrebbe essere finalmente riconosciuto l’insegnamento della educazione sessuale perché i messaggi siano sempre corretti dal punto di vista scientifico e pertanto “umano”. Dobbiamo insegnare ai giovani (e purtroppo anche ai meno giovani) a fare l’amore: che significa fare felice il partner, dare e ricevere piacere. Che rapporto sessuale significa orgasmo per entrambi i partner con o senza il rapporto pene-vagina.

Da alcuni anni si parla molto di “globalizzazione”, ma si riflette poco sul fatto che per in molte parti del nostro “affaticato” mondo le donne non sono considerate persone e sono, sfruttate, vendute, assassinate, violentate, maltrattate. E di questa barbarie anche il nostro Paese, lo apprendiamo purtroppo ogni giorno, non è immune.

Le violenze sulle donne in tutto il mondo si possono prevenire/combattere/eliminare certamente con la Legge (che deve essere assolutamente intransigente e “dura” verso ogni forma di violenza alle donne!) ma anche insegnando il “rispetto reciproco” e il concetto che tutti gli esseri umani, donne in testa, sono “Persone” con gli stessi inalienabili diritti.

RubriSex la rubrica di sessuologia è tenuta da:

Patrizia Mascari, Psicologa, Consulente di coppia è Professore a.c. UNIFI, Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli. Per ulteriori informazioni la dottoressa è contattabile all’indirizzo mail: pamaca@tin.it.

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LUCA LUNARDINI Medico-Chirurgo, Specialista UROLOGO con incarico di Alta Specializzazione in ANDROLOGIA, dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia. E’ contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo: luca.lunardini1@tin.it

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