PISTOIA – Il vivaismo pistoiese incassa un nuovo e significativo riconoscimento istituzionale. Il Governo ha infatti destinato 440mila euro per il biennio 2026-2027 al progetto “Pistoia capitale delle piante”, rafforzando il ruolo della città come punto di riferimento europeo per la produzione vivaistica e la cultura del verde.
Le risorse, inserite all’interno della pianificazione strategica del Comune, saranno suddivise su più fronti. Una quota pari a 200mila euro andrà a sostenere Pistoia FitoLab, il laboratorio dedicato all’autocontrollo fitosanitario, gestito dall’Associazione vivaisti italiani (Avi), considerato uno strumento chiave per la tutela della qualità e della sicurezza delle produzioni. I restanti 240mila euro saranno invece destinati a interventi di arredo urbano e al lancio del concorso di idee “Urban Landscape”, pensato per ripensare gli spazi cittadini attraverso il verde.
L’obiettivo complessivo è ambizioso: fare del patrimonio vegetale non solo un elemento identitario, ma una vera infrastruttura strategica capace di generare valore economico e contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici.
«Questi fondi rappresentano un segnale concreto di attenzione verso un settore che a Pistoia è motore di sviluppo e occupazione», sottolinea Vannino Vannucci, presidente di Avi. «Investire nella prevenzione fitosanitaria significa proteggere un patrimonio produttivo unico nel suo genere».
Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. L’assessore al vivaismo Gabriele Sgueglia parla di un risultato frutto di un lavoro condiviso con il Governo: «È un riconoscimento che premia la naturale vocazione verde del nostro territorio e il dialogo costante con le istituzioni, in particolare con il sottosegretario La Pietra».
Per Francesco Ferrini, presidente del Distretto vivaistico ornamentale, il progetto Urban Landscape può rappresentare un salto di qualità: «Pistoia ha l’opportunità di diventare un laboratorio europeo di rigenerazione urbana, un modello replicabile per le città del futuro».
Un finanziamento che, dunque, non guarda solo al presente, ma punta a consolidare nel tempo un sistema produttivo che unisce innovazione, sostenibilità e identità territoriale.
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