“Vivo in una giungla, dormo sulle spine”, Amanda Sandrelli inaugura la stagione 17/18 del Teatro delle Donne di Calenzano

FIRENZE – Una storia vera che parla d’immigrazione. Uno spettacolo nato insieme a giovani rifugiati che vede protagonisti Amanda Sandrelli e Luchino Giordana.

Prende il via sabato 16 dicembre (ore 21 – biglietti 13/10/5 euro) con “Vivo in una giungla, dormo sulle spine”, la stagione “Dolceforte” del Teatro delle Donne/Teatro Manzoni di Calenzano, da 26 anni avamposto di drammaturgia teatrale, tra Prato e Firenze. In scena con Sandrelli e Giordana, Alessio Zirulia.
 
Scritto e diretto da Laura Sicignano in collaborazione con Shahzeb Iqbal, “Vivo in una giungla, dormo sulle spine” narra un incontro tra culture diverse – realmente accaduto – tra una donna e un giovane immigrato: un ragazzo analfabeta, forse un delinquente, che nella sua fuga tra Pakistan, Iran, Turchia e Grecia, ha visto troppe cose.
 
“Il testo è nato – spiega la regista Laura Sicignano – nell’ambito di un progetto iniziato nel 2011 con un gruppo di giovani rifugiati giunti dai paesi più difficili di Asia e Africa, ragazzi arrivati in Italia, dopo drammatici viaggi, fuggendo da guerre e persecuzioni. Ho creato tre spettacoli scritti con loro, recitati con loro, accanto ad attori professionisti. Questa è l’ultima tappa di questo entusiasmante dialogo”.
 
Anche l’evocativo e poetico titolo dello spettacolo ha una sua storia: è infatti tratto da un verso di un poema popolare pakistano. E proprio sull’intrecciarsi di racconti che prende vita la storia che lega i tre personaggi in scena. Realtà e finzione, ricordi e sogni si intrecciano a storie di fughe, di viaggi notturni, di migliaia di dollari, di kalashnikov, di abbandoni, di bambini costretti ad imparare troppe cose, troppo presto e troppo in fretta.
 
Sher, il protagonista, è appena arrivato in Italia, dopo una pericolosa fuga dal suo paese: in una comunità di richiedenti asilo incontra l’avvocatessa Viviana, e qualcosa cambierà. La relazione tra i personaggi è un incontro tra solitudini, dove però la verità emerge solo a frammenti.
 
Sher racconta la sua fuga attraverso Pakistan, Iran, Turchia e Grecia, con un’organizzazione di trafficanti, ma il motivo per cui è scappato continua a rimanere un mistero: il ragazzo si protegge da un ambiente nuovo e ostile, nascondendosi dietro una fitta rete di bugie. L’arrivo dello “straniero” scardina il fragile equilibrio della vita di Viviana, mette in discussione le sue certezze e fa emergere ipocrisie che finora la donna non ha voluto vedere.
 
Perché questa donna arriva ad accogliere in casa propria il ragazzo, rischiando di compromettere la propria immagine e la propria relazione sentimentale? Chi sta manipolando chi? Chi ha più bisogno dell’altro?
 
Premio alla Traduzione Antoine Vitez a Parigi nel 2015. Premio Fratti 2016. Premio Inedito al Salone del Libro di Torino 2016. Il testo è tradotto in inglese, francese, tedesco, russo.
 
“Vivo in una giungla, dormo sulle spine” era stato presentato a Firenze con successo, lo scorso settembre, in versione mise en espace al Museo del Bargello.

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