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Voli cancellati Medio Oriente: l’allarme di Confcommercio Pisa

Migliaia di italiani sono rimasti bloccati a Dubai, Doha ecc… a causa della crisi internazionale che ha colpito il Medio Oriente in seguito all’attacco di Usa e Israele in Iran, una situazione che per quanto all’apparenza possa sembrare lontana tocca invece da vicino la nostra vita di tutti i giorni. “Lo scenario internazionale fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti, Israele e Iran sta provocando forti ripercussioni sul traffico aereo internazionale, che sta vedendo attualmente la chiusura dello spazio aereo in diversi Paesi del Medio Oriente e la cancellazione di oltre 1.000 voli, in particolare negli hub di Dubai, Abu Dhabi e Doha”.
ha infatti dichiarato il referente per le Agenzie di Viaggio di Confcommercio Pisa Maurizio Nardi in merito alla crisi in corso nelle aree di Iran e Medio Oriente, “Attualmente lo scenario è ancora gestibile sul piano operativo, la criticità maggiore riguarda i passeggeri che devono effettuare scali negli aeroporti mediorientali interessati dalle limitazioni al traffico aereo e chi viaggia verso destinazioni asiatiche o dell’Oceano Indiano”.
Al momento “il Ministero degli Affari Esteri non ha emesso un divieto generale di viaggio verso mete turistiche come Thailandia o Maldive, anche quando il volo prevede uno scalo nell’area mediorientale. Per questo la gestione delle prenotazioni da parte di agenzie di viaggio e tour operator si sta facendo sempre più complicata, in assenza di un’inibizione formale le agenzie non possono procedere all’annullamento dei viaggi senza applicazione di penali”.
“In un contesto particolarmente complesso affidarsi a operatori professionali offre sicuramente maggiori garanzie rispetto a viaggi organizzati in autonomia, specialmente in situazioni di emergenza come questa” afferma il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli.
“Molte agenzie si stanno organizzando cercando soluzioni di volo alternative” ha aggiunto Nardi.
In merito alle possibili ripercussioni sul turismo internazionale Nardi evidenzia come “resti difficile da prevedere, in quanto eventi geopolitici, crisi sanitarie o tensioni globali possono ridisegnare rapidamente le preferenze dei viaggiatori e l’offerta turistica”.


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