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Zuppi: fermare lo spopolamento delle aree interne

Per evitare che lo spopolamento delle aree interne diventi “irreversibile”, occorre un “lavoro di squadra”. “Dobbiamo tenere presenti tanti aspetti” affinché il “diritto di restare” sia una opportunità”, altrimenti lo spopolamento “è inevitabile”. Così il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, nel suo intervento al convegno ‘Territori connessi. Comunità vive, il futuro delle aree interne tra prospettive e strategie’, organizzato dall’Unione Comuni Garfagnana. Un tema che però, ha aggiunto, riguarda tutta Italia: “Più di 150mila persone, la maggior parte sono ragazzi, ogni anno lasciano il nostro Paese, per andare dove trovano opportunità, stimoli e possibilità” e “il rischio che a un certo punto questo non avvenga solo nelle aree interne”. Per scongiurarlo, ha detto Zuppi, “è necessario un grande cambiamento. Se non ci mettiamo assieme e se non scegliamo qualche cosa di strategico, facciamo sempre e soltanto qualcosa di opportunistico e di reattivo”. Secondo il presidente della Cei serve “uno sforzo che abbia dei tempi”, ha parlato di 10 anni, “che sfugga dalla logica del piccolo consenso, dalla logica dell’incasso immediato”, bensì “un qualcosa di talmente grande in cui bisogna invertire quell’irreversibile che ci dà fastidio”. Nel suo intervento Zuppi ha ricordato come per provare a risolvere il problema dei “pochi preti, di comunità sempre più sparpagliate e ridotte” “ci siamo inventati le ‘parrocchie collegiate, cioè per cercare di garantire una presenza che è fondamentale, anche perché altrimenti può essere motivo ulteriore di abbandono”.

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