“L’ultima rapina a mano armata è solo la punta di un iceberg che sta gelando il cuore della comunità in una stagione che non è ancora estate piena”. Il gruppo politico di opposizione in consiglio comunale Amo Il Forte, composto da Rachele Nardini, Umberto Buratti, Emanuele Tommasi e Daniele Galleni, alza la voce su quello che sembra essere diventato un problema cardine a Forte dei Marmi: la sicurezza.
La nuova rapina a mano armata avvenuta l’11 maggio – dove il bottino sembrerebbe in realtà minore dei 3 milioni di euro annunciati – ha destato scalpore e preoccupazione in città.
“Mentre la stagione decolla sotto i peggiori auspici – osservano in una nota congiunta Nardini, Buratti, Tommasi e Galleni – la risposta dell’amministrazione comunale appare tardiva e del tutto insufficiente. Si parla di guardie giurate, di agenti di polizia locale stagionali o, peggio ancora, di guardie ambientali. Soluzione che sanno di ‘palliativi’ davanti alla condizione attuale. Dov’è finito il peso politico di chi vanta rapporti privilegiati coi palazzi romani, con la Lega o Fratelli d’Italia? A quanto pare, quegli stessi rapporti che avrebbero dovuto garantire un rafforzamento considerevole degli organici di polizia di stato e carabinieri sono rimasti lettera morta”.
Il gruppo politico punta il dito contro quello che reputerebbe uno sbaglio dell’amministrazione in carica. “Ci ritroviamo senza la caserma dei carabinieri dal 2022 – precisano da Amo Il Forte – Invece di costruire la nuova caserma si è preferito spendere risorse nella pavimentazione del centro e rimandare al 2028 la costruzione della sede dei carabinieri. Queste sono le loro priorità. Ma c’è un aspetto ancora più doloroso in questa deriva: il tradimento verso i residenti. Molti fortemarmini hanno resistito alla tentazione di vendere le proprie case ai magnati stranieri, scegliendo di restare per vedere crescere i propri figli in un ambiente sereno. Vivere nella paura che la propria intimità venga violata non è il prezzo da pagare per vivere in una località di prestigio”.
Ieri, 13 maggio, i cittadini avevano lamentato la paura che questo filotto di rapine e furti nelle ville – ben 5 negli ultimi 20 giorni di cui alcuni milionari e a mano armata – potesse portare ripercussioni sulla stagione alle porte.
“Non illudiamoci: la sicurezza non è un tema da ‘ordine pubblico’ e basta, è un tema economico – sottolineano da Amo Il Forte – Se la stampa nazionale continuerà a raccontare una Forte dei Marmi ostaggio delle rapine, il crollo delle presenze sarà inevitabile. Chi viene qui per rilassarsi non vuole farlo con la paura costante di essere pedinato o svaligiato. Il sindaco sa solamente suggerire ai nostri ospiti di non indossare Rolex per evitare i furti, un po’ come si diceva una volta alle donne con la minigonna. Inaccettabile. Come per gli stabilimenti balneari e i locali del centro, anche sulla sicurezza l’amministrazione ha tenuto i paraocchi per 9 anni. Non hanno la capacità di vedere per tempo la direzione che il paese sta prendendo e si svegliano all’improvviso come se il cambiamento fosse avvenuto ieri. No, è avvenuto negli anni senza che nessuno ne prendesse coscienza”.
I consiglieri quindi chiedono un netto cambio di rotta all’amministrazione. “È ora che il sindaco smetta di bussare al ministero dell’interno solo quando l’emergenza è già divampata e sia più collaborativo con le forze dell’ordine – sentenziano Nardini, Buratti, Tommasi e Galleni – La sicurezza, il turismo, la vita del paese si pianificano per tempo. Altrimenti, l’unica cosa che resterà di Forte dei Marmi sarà il ricordo di quello che era, lasciando i cittadini soli a fare la guardia alle proprie vite”.



