Ci sono dei lavori in cui la sicurezza conta in più di altri, quello del vigile del fuoco è uno di questi. Non sorprende quindi che a Livorno sia scattata la mobilitazione a seguito di un grave episodio verificatosi nel corso di un’operazione di soccorso, durante la quale un autorespiratore, dispositivo di protezione individuale fondamentale per la sopravvivenza degli operatori negli ambienti saturi di fumo o gas, ha subito un improvviso malfunzionamento, mettendo a serio rischio l’incolumità del vigile impegnato e la riuscita dell’intervento.
Ma la denuncia ancora più grave arriva da Usb, secondo il sindacato infatti nonostante i solleciti inviati il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Livorno non avrebbe adottato con tempestività le misure necessarie per risalire alle cause del guasto né avviato l’acquisto di nuove attrezzature idonee a scongiurare il ripetersi di simili criticità.
Per tali ragioni nella giornata di ieri il personale dei Vigili del Fuoco di Livorno ha scioperato. Nella nota rilasciata da Usb oltre alle carenze relative alle dotazioni di protezione individuale, viene sottolineata la presenza di organici ridotti ai minimi termini e l’impiego di un parco mezzi che in diversi casi supera i vent’anni di servizio, aumentandone i tassi di usura e i costi di manutenzione.
Pur confermando che il personale continuerà a garantire la copertura delle emergenze 24 ore su 24 e sette giorni su sette, la rappresentanza sindacale ribadisce come le attuali condizioni operative alzi pericolosamente il margine di rischio durante i soccorsi.
Lo sciopero intende dunque sollecitare il Dipartimento e il Ministero dell’Interno affinché vengano stanziati fondi straordinari dedicati al rinnovo dei dispositivi di protezione e all’ammodernamento dei mezzi in dotazione al comando labronico.



