Dai dolci alla scultura, dalla gioielleria alla profumeria, passando per tessitura, editoria, meccanica di precisione ed enogastronomia. Sono le imprese centenarie toscane protagoniste dell’Incontro d’autunno dell’Unione Imprese Centenarie Italiane, terza tappa del percorso che porterà al convegno nazionale in programma venerdì 13 novembre a Firenze.
La giornata si è svolta nella sede di Confindustria Toscana Sud – Delegazione di Siena ed è stata dedicata al tema “Imprese Centenarie: valorizzare la storia con la proprietà intellettuale”. Un appuntamento che ha riunito ventitré aziende toscane, espressione di settori molto diversi tra loro ma accomunati dalla capacità di tramandare competenze, tradizioni e identità imprenditoriali nel corso delle generazioni.
Il panorama presentato nel corso dell’incontro spazia dall’agroalimentare all’artigianato artistico, dalla moda alla meccanica di precisione. Nel settore dolciario e gastronomico figurano Fiore di Siena, storica realtà legata a Panforte, Ricciarelli e Cantuccini, che ha aperto le proprie porte agli ospiti dell’incontro, e Antonio Mattei di Prato, conosciuta per i biscotti che portano il nome della città nel mondo. A completare il comparto c’è Moka Jenne, storica torrefazione pistoiese.
Particolarmente rappresentato anche il settore vitivinicolo e agricolo, con Cecchi, Marchesi Mazzei e Barone Ricasoli, tutte realtà del territorio senese, insieme all’Azienda Agricola Travignoli, nel territorio fiorentino. Nel comparto dell’olio figura invece Aromolio di Livorno, testimonianza di una filiera nella quale competenze e conoscenze vengono trasmesse di generazione in generazione.
Anche il mondo dell’editoria e del libro trova spazio tra le imprese centenarie toscane, con la casa editrice livornese Salomone Belforte e la Libreria Antiquaria Gonnelli di Firenze. Due realtà che custodiscono un patrimonio culturale legato alla produzione e alla conservazione del sapere.
Il comparto tessile e degli accessori è rappresentato da Busatti, storica tessitura aretina, e da Filippo Catarzi, cappelleria di Signa. Nel settore dell’artigianato artistico spicca invece Giusto Manetti, storica manifattura fiorentina di battiloro, tra le poche realtà al mondo ancora attive in questa particolare lavorazione.
La Toscana delle imprese centenarie comprende anche importanti realtà legate all’arte e alla scultura. Ne sono esempi la Frilli Gallery di Firenze e i Laboratori Nicoli di Carrara, riferimento internazionale per la lavorazione del marmo. Nel settore della profumeria è presente l’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, tra le farmacie storiche più antiche d’Europa.
A completare il quadro sono la meccanica di precisione delle Officine Mario Dorin, la gioielleria fiorentina con Fratelli Piccini e Torrini e il settore dei trasporti, rappresentato da Vegni. La Versilia porta invece all’interno del percorso lo stabilimento balneare Marechiaro di Forte dei Marmi, realtà legata alla lunga tradizione dell’accoglienza sulla costa.
Un mosaico di attività e territori che, secondo Fortunato Amarelli, presidente dell’Unione Imprese Centenarie Italiane, rappresenta una parte significativa del patrimonio economico e culturale italiano.
“La Toscana ci consegna un mosaico imprenditoriale di rara ricchezza, dove il vino dialoga con la scultura, l’artigianato tessile con la gioielleria, la gastronomia con l’editoria”, ha dichiarato Amarelli. “Sono molte storie diverse, ma accomunate dalla stessa capacità di custodire un sapere e trasformarlo, generazione dopo generazione, in valore economico e culturale per l’intero Paese”.
Il percorso dell’Unione Imprese Centenarie Italiane proseguirà quindi verso Firenze, dove venerdì 13 novembre è previsto il convegno nazionale. Sarà l’occasione per riunire e raccontare in modo organico le diverse esperienze delle imprese storiche, mettendo al centro il rapporto tra tradizione, identità, proprietà intellettuale e capacità di innovare nel tempo.



