Sempre più spesso si parla di spopolamento dei borghi e delle aree insulari, ma l’isola d’Elba si è appena aggiudicata 5 nuovi residenti. Nel giro di poche ore infatti l’ospedale di Portoferraio ha accolto ben cinque neonati: Aria, Vittoria, Bruno, Diego e Tommaso. E’ proprio il caso di dire che la cicogna abbia fatto gli straordinari regalando uno scenario inedito all’ospedale dell’isola e soprattutto al reparto di Ginecologia e Ostetricia, trasformato per l’occasione in una vera e propria comunità in festa.
Tanta gioia sì, ma anche grande prontezza per gli operatori del reparto, che hanno saputo gestire al meglio la sequenza di nascite ravvicinate, mettendo in luce la capacità operativa e la prontezza dell’infrastruttura sanitaria locale nel garantire assistenza e sicurezza alle gestanti anche nei momenti di massima intensità lavorativa.
Le 5 nascite confermano quello che è ormai un vero e proprio trend positivo per l’isola d’Elba, che nell’ultimo anno ha visto crescere sensibilmente il numero delle nascite arrivando con i nuovi cinque nati a toccare quota 85 nascite nel 2026.
Mettendo il dato a confronto con lo stesso periodo del 2025, quando i nati si erano fermati a 71, si evidenzia un incremento di 14 parti, pari a una crescita su scala annuale del 19.7%. Un indicatore significativo per il presidio di continuità assistenziale dedicato alla popolazione elbana.
A rimarcare il valore della giornata sono stati Stefano Masoni, direttore della Ginecologia e Ostetricia di Cecina, Piombino ed Elba, e la coordinatrice Silvia Manzi, che hanno voluto esprimere il proprio plauso a tutto il personale medico, ostetrico e infermieristico. Un plauso specifico è andato alla responsabile ostetrica Federica Cetica per la gestione organizzativa della struttura.
La direzione dell’azienda sanitaria ha sottolineato come la risposta dell’équipe dimostri il livello di competenza professionale presente sul territorio, capace di superare le fisiologiche criticità legate all’insularità e al reperimento delle risorse materiali e umane per garantire un presidio di assistenza fondamentale per la cittadinanza.



