Presto una delle piazze più iconiche di Pisa dovrà salutare un pezzo di storia. Con lo scopo di contribuire al decoro e alla fruibilità di piazza delle Vettovaglie la Giunta Conti ha infatti approvato la procedura per “rottamare” le concessioni relative ai 5 banchi del settore non alimentare del mercato mattutino di Piazza delle Vettovaglie, attivi dal lunedì al sabato fino alle 13.30.
Per rendere il passaggio meno doloroso ed incentivare gli sgomberi l’Amministrazione ha offerto agli operatori una sorta di indennizzo pari a 26mila euro.
Quella del Comune non è certo una guerra agli ambulanti, la misura di piazza delle Vettovaglie rientra infatti in un piano più ampio finalizzato alla tutela della vocazione identitaria e turistica del centro storico, come precisato lo stesso assessore al Commercio Paolo Pesciatini.
“Questo primo passaggio riguarda la rottamazione dei soli 5 banchi non alimentari, in modo da favorire la fruibilità sociale e il godimento estetico di questo gioiello cittadino. Il provvedimento non tocca invece i banchi dei fruttivendoli di piazza Sant’Omobono e via Cavalca, che rimarranno al loro posto. Anzi, è il primo atto per rivitalizzare l’area storica – ha sottolineato l’assessore – puntiamo a riempire i banchi rimasti vacanti con prodotti agroalimentari tipici del territorio provinciale e regionale, come olio, vino e formaggi, restituendo all’area delle Vettovaglie la sua originaria identità culturale di mercato al dettaglio”.
Nelle prossime settimane il Comune pubblicherà un avviso pubblico rivolto agli attuali concessionari per raccogliere le manifestazioni d’interesse. Per l’assegnazione dei ristori, definiti dopo un primo tavolo di concertazione svolto il 25 settembre, il criterio prioritario sarà quello dell’anzianità di presenza sul mercato, facendo fede alla graduatoria ufficiale dell’ente.
Per accedere al fondo, inoltre, gli esercenti dovranno risultare in regola con il versamento dei contributi previdenziali e privi di morosità nei confronti del Comune per quanto riguarda il pagamento del Canone Unico Patrimoniale.



