Corso di arabo per le Forze dell’Ordine: il progetto a Pian di Rota

Quanti episodi di resistenza a pubblico ufficiale si potrebbero evitare se sia l’agente in questione che il fermato fossero sempre in grado di capirsi reciprocamente? In un mondo sempre più connesso la comprensione delle lingue è ormai fondamentale, a maggior ragione per le forze dell’ordine, per questo a Livorno è nato: “Comprendersi per operare meglio” il progetto pilota di formazione su lingua araba, cultura e sicurezza.
L’iniziativa, rivolta al personale in servizio nelle Forze di Polizia, nasce dalla sinergia tra le rappresentanze sindacali del settore (Unarma, Usif, Silp Cgil, Silf e Uil Fp), il Consiglio di Zona 1, la Comunità musulmana livornese e il Security Manager del Comune di Livorno, Giampaolo Dotto.

L’obiettivo è quello di fornire agli operatori della sicurezza strumenti linguistici ed etno-culturali utili a migliorare l’efficacia degli interventi sul campo e la gestione delle situazioni critiche o di primo contatto con l’utenza straniera.
E’ bene chiarire tuttavia che l’iniziativa non punta a formare interpreti professionali, bensì dotare gli agenti di espressioni di uso comune e lessico d’emergenza.

Il programma verterà su ambiti operativi concreti, come la comprensione e la richiesta di generalità e documenti, numeri, frasi essenziali per la gestione dei soccorsi e terminologia specifica collegata alle attività di pattuglia e controllo del territorio. La presenza di docenti messi a disposizione gratuitamente dalla Comunità musulmana livornese offrirà inoltre un’occasione diretta di mediazione culturale.

Ad ospitare il progetto sarà l’ex asilo Pian di Rota nel quartiere La Cigna, una scelta non casuale come sottolienato dal presidente del Consiglio di Zona 1, Fabio Giachetti.
“Siamo orgogliosi di ospitare questa iniziativa. La Cigna ospita la Moschea di Livorno e non poteva esserci sede migliore per lanciare un messaggio di dialogo e fiducia – ha infatti spiegato il presidente -. Gli amici della comunità musulmana hanno messo a disposizione le proprie competenze a titolo gratuito, dimostrando di essere una risorsa concreta per la città. La sicurezza si costruisce anche con la conoscenza e il rispetto reciproco”.

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