Lo Stile Orafo Fiorentino compie un passo importante verso il riconoscimento europeo dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP). Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dato il via libera alla domanda presentata dal Consorzio Stile Orafo Fiorentino, che ha così superato la fase nazionale della procedura. La pratica passa ora all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), dove sarà avviato il successivo esame a livello europeo.
La decisione favorevole, adottata il 19 ottobre, inserisce lo Stile Orafo Fiorentino tra le prime nove produzioni italiane ad aver superato questa fase dell’iter per la tutela delle indicazioni geografiche dei prodotti artigianali e industriali. Un risultato che punta a valorizzare una tradizione secolare, proteggendo le tecniche di lavorazione, le competenze e le caratteristiche estetiche che contraddistinguono la produzione orafa fiorentina.
«Abbiamo superato un passaggio decisivo verso la tutela europea di un patrimonio di tecniche e competenze che le nostre botteghe custodiscono e tramandano da secoli», ha dichiarato Gianmaria Vannini, presidente del Consorzio Stile Orafo Fiorentino. L’obiettivo, ha spiegato, non è soltanto salvaguardare una tradizione, ma offrire alle imprese uno strumento concreto per valorizzare il proprio lavoro, proteggere l’autenticità delle produzioni e rafforzarne la riconoscibilità sui mercati.
Costituito due anni fa, il Consorzio riunisce oggi 43 realtà tra laboratori orafi, gioiellerie e scuole di settore ed è ancora aperto a nuove adesioni. Il progetto mira a tutelare uno stile che non riguarda soltanto la provenienza geografica dei gioielli, ma comprende un insieme di tecniche, lavorazioni e caratteristiche estetiche maturate nel corso dei secoli, dalle botteghe medievali e rinascimentali fino alle produzioni contemporanee.
Il peso economico di questo patrimonio emerge anche dai numeri del settore nella Città Metropolitana di Firenze, dove risultano attive 481 imprese tra produzione, lavorazione e commercio al dettaglio di gioielli. Di queste, 276 operano nella produzione e lavorazione orafa, mentre 205 si occupano della vendita al dettaglio. Una rete di attività che rappresenta una componente significativa del tessuto produttivo locale e che punta a rafforzare la propria identità attraverso una tutela condivisa.
A sostenere il percorso è stata anche CNA. Filippo Batacchi, presidente degli Orafi dell’associazione e componente del consiglio direttivo del Consorzio, ha sottolineato l’importanza del riconoscimento per le imprese artigiane, in particolare per le piccole botteghe, nelle quali le competenze si costruiscono attraverso anni di esperienza e formazione. Secondo Batacchi, l’IGP potrebbe contribuire a dare maggiore valore a questo sapere artigiano, contrastare l’uso improprio del richiamo a Firenze e aprire nuove opportunità commerciali.
Il via libera ministeriale arriva dopo il parere favorevole espresso dalla Regione Toscana nel luglio scorso. Se il percorso europeo si concluderà positivamente, la denominazione Stile Orafo Fiorentino potrà essere riservata ai manufatti conformi ai requisiti previsti per la produzione e la lavorazione. Il riconoscimento consentirebbe quindi di tutelare non soltanto il nome, ma anche il legame tra il gioiello, le competenze degli artigiani e il territorio in cui questa tradizione si è sviluppata.
Vannini ha definito il risultato raggiunto frutto di un impegno collettivo, ringraziando quanti hanno sostenuto il progetto. La procedura, ha ricordato, non è ancora conclusa, ma il Consorzio guarda alla fase europea con fiducia e determinazione, con l’obiettivo di assicurare continuità a una tradizione produttiva e trasmettere le sue competenze alle generazioni future.
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