Aeroporto di Peretola, il TAR rinvia al 22 aprile 2027. Scontro tra istituzioni e sindacati

Slitta al 22 aprile 2027 l’udienza al TAR della Toscana sui ricorsi contro il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Firenze Peretola e la realizzazione della nuova pista da 2.200 metri, prevista con configurazione “convergente-declinata”. I giudici hanno accolto i ricorsi aggiuntivi presentati da alcune amministrazioni comunali della Piana e dall’Università di Firenze, disponendo un esame congiunto delle impugnative contro il decreto di valutazione ambientale del Ministero dell’Ambiente.

Il rinvio sposta quindi alla prossima primavera la discussione sul progetto, al centro da anni di un confronto tra favorevoli e contrari. Il sindaco di Campi Bisenzio, Andrea Tagliaferri, ha preso atto della decisione del tribunale, ribadendo che la posizione del Comune non cambia e che l’amministrazione sarà pronta a discutere i ricorsi nella nuova data.

Tagliaferri ha inoltre auspicato che i mesi di attesa possano diventare un’occasione per riaprire il confronto politico e istituzionale sull’opera, che considera «profondamente sbagliata e superata dalla realtà».

Di segno opposto la posizione della CISL Firenze-Prato. Il segretario generale Fabio Franchi ha definito l’ennesimo rinvio una «doccia fredda», sostenendo che lo stallo prolunga le difficoltà infrastrutturali dell’area metropolitana fiorentina e pratese.

Secondo Franchi, il progetto è bloccato da oltre trent’anni tra ricorsi, rinvii e contrasti istituzionali, con conseguenze per residenti, lavoratori e imprese. Il sindacato richiama in particolare la situazione dei quartieri di Quaracchi, Peretola e Brozzi, dove, secondo la CISL, il mancato intervento continuerebbe a lasciare irrisolti i problemi legati ai sorvoli a bassa quota e all’impatto acustico e ambientale.

La CISL evidenzia anche le possibili ricadute economiche dello stallo, dal rischio di una minore attrattività per il sistema produttivo e turistico alla mancata creazione di nuovi posti di lavoro diretti e nell’indotto. A ciò si aggiunge, secondo il sindacato, l’incertezza per gli operatori aeroportuali.

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