La ripresa di Monte dei Paschi non può diventare il presupposto per smontare la banca e distribuirne le attività tra altri istituti. È la posizione della First Cisl di Siena, che interviene sulle ipotesi di operazioni straordinarie circolate nelle ultime settimane e chiede garanzie vincolanti per i dipendenti, la rete delle filiali e il mantenimento a Siena della sede legale e della Direzione generale.
Nel mirino del sindacato ci sono le ormai note le indiscrezioni su un possibile intervento di Intesa Sanpaolo, con il coinvolgimento di Mediobanca, e sulla prospettiva che la parte restante del gruppo possa essere conferita a Unipol per poi confluire in Bper. A queste ipotesi si aggiungono le notizie sulla possibile cessione ad altri istituti di credito di ulteriori filiali considerate in esubero.
Per la First Cisl, una simile riorganizzazione rischierebbe di compromettere l’unitarietà del gruppo, mettendo in discussione l’equilibrio tra rete commerciale, poli tecnologici e direzionali e strutture centrali. Un sistema che il sindacato considera un patrimonio industriale e finanziario da preservare.
La sigla sindacale rivendica il contributo dei dipendenti al recupero della solidità finanziaria e della redditività di Mps, ottenuto dopo anni di sacrifici, riorganizzazioni e riduzioni del personale. Un percorso che, secondo la First Cisl, rende necessario garantire a chi ha contribuito al risanamento prospettive occupazionali chiare e durature, superando l’incertezza legata alle possibili operazioni sul futuro della banca.
Le garanzie richieste riguardano tre ambiti: impegni di lungo periodo per la salvaguardia dei posti di lavoro e la valorizzazione delle competenze, tutela della rete delle filiali e dei poli decentrati per assicurare il sostegno creditizio a famiglie e imprese, mantenimento a Siena della sede legale e della Direzione generale, con effettivi poteri di indirizzo strategico e decisionale.
Il sindacato richiama inoltre il contributo delle risorse pubbliche al risanamento, insieme all’impegno quotidiano dei lavoratori, e considera la salvaguardia dell’integrità del gruppo una responsabilità che riguarda non soltanto i dipendenti e Siena, ma l’intero Paese.



