Mostra su Pinocchio ai Bottini dell’Olio: arte e storia

In occasione del bicentenario di Carlo Lorenzini, meglio noto come Collodi, anche Livorno si appresta a rendere omaggio al creatore del burattino più famoso di sempre. Da domani al 10 gennaio 2027, infatti il Museo della Città – Polo Culturale Bottini dell’Olio ospiterà la mostra “Pinocchio. Le avventure visive di un burattino”, un viaggio affascinante attraverso l’evoluzione iconografica e le tante interpretazioni visive del celebre personaggio.

La mostra riannoda anzitutto i fili storici tra l’autore e la città labronica, ricordando come già nel 1856 Lorenzini descriveva con arguzia le origini di Livorno nel volume “Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno”, legato alla ferrovia Leopolda.
Il cuore del percorso trae linfa dalla prestigiosa Collezione Sergio Cereda: i visitatori potranno ammirare il volume originale del 1883 illustrato da Enrico Mazzanti, affiancato dalle visioni di maestri del calibro di Jacovitti e Roberto Innocenti, oltre a sculture in legno e dipinti. Tra gli elementi scenici spicca l’imponente figura di Mangiafuoco ideata da Emidio Bosco. Ad arricchire l’allestimento figurano edizioni d’epoca delle Biblioteche civiche e opere di artisti legati al territorio come Mario Madiai, Ugo Nespolo e Fabio Leonardi.

Ampio spazio è stato dedicato anche al dialogo con la contemporaneità grazie alle opere inedite realizzate dagli allievi della Scuola di Fumetto e Illustrazione dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.

“Non poteva esserci modo migliore di celebrare il bicentenario di Carlo Lorenzini che affidare Pinocchio al talento dei giovani – ha dichiarato con soddisfazione l’assessora alla Cultura di Livorno Angela Rafanelli -. Lo facciamo con gli allievi dell’Accademia di Carrara, nell’anno in cui la città è Capitale toscana dell’arte contemporanea.

I ragazzi sono i protagonisti del presente e chi meglio di loro può raccontare un personaggio che cerca sé stesso, sbaglia strada, si lascia incantare e ricomincia? In questa mostra le loro opere dialogano con la Collezione Cereda e maestri affermati, un incontro prezioso perché Pinocchio continua a parlarci, dimostrando che in fondo nessuno di noi ha finito di crescere”.

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