Doppia bocciatura per il piano con cui Luigi Lovaglio puntava a contrastare l’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps. Dopo aver respinto la fusione con Mediobanca, gli azionisti del Monte dei Paschi hanno detto no anche all’offerta pubblica di scambio su Banca Generali, dopo aver già fermato quella su Banco Bpm. Sulla proposta relativa a Banca Generali i voti contrari hanno raggiunto il 90,9% del capitale presente, contro il 6,66% di favorevoli e il 2,41% di astenuti. Il voto segna così lo stop al progetto dell’amministratore delegato, costruito per difendere l’autonomia della banca senese.
La giornata assembleare si era già aperta con la bocciatura della fusione tra Mps e Mediobanca. Per approvare la delibera sarebbe stata necessaria una maggioranza dei due terzi, ma i contrari si sono fermati al 63,65% del capitale presente. I favorevoli sono stati il 32,91%, mentre gli astenuti hanno rappresentato il 3,42%.
La decisione ha avuto ripercussioni anche sul resto dei lavori. Non verrà esaminato il secondo punto all’ordine del giorno della parte straordinaria, relativo alle scissioni collegate alla fusione, mentre la discussione dei punti 4 e 5 è stata rinviata in attesa di capire se l’assemblea intenda procedere con una riduzione del capitale sociale.
Dopo il voto, Lovaglio ha invitato a non considerare chiusa la partita sul futuro della banca. Il risultato dell’assemblea, ha spiegato, “non è il verdetto finale sul futuro del Monte ma solo un passaggio” perché “tra il voto di oggi e l’obiettivo dichiarato” da Intesa Sanpaolo “c’è ancora una strada lunga che culminerà nel procedimento Antitrust. Solo allora sarà possibile conoscere con maggiore chiarezza il perimetro effettivo dell’operazione, gli eventuali correttivi e le condizioni complessive sulle quali gli azionisti saranno chiamati a decidere, documenti da pubblicare, condizioni da conoscere e adesioni effettive da raccogliere”
Prima delle votazioni, l’amministratore delegato aveva difeso il progetto di fusione con Mediobanca, richiamando il sostegno ricevuto in passato e le valutazioni espresse dal mercato. Ai soci veniva proposto “il completamento di un progetto che ha visto un plebiscito all’assemblea Mps dello scorso anno e un’adesione massiccia da parte degli azionisti di Mediobanca” rispetto al quale “il mercato” in particolare fondi e investitori istituzionali, “ha continuato a manifestare con chiarezza una valutazione positiva”.
Lovaglio aveva riconosciuto le difficoltà nel raggiungere i consensi necessari, spiegando che “l’aritmetica della fusione sarebbe stata difficile per la posizione di alcuni azionisti rilevanti”. Si era detto inoltre “sorpreso del cambio di rotta” di Intesa, “inizialmente favorevole e poi orientata a non approvarla”.
Il discorso conclusivo dell’amministratore delegato è stato accompagnato dagli applausi dei soci presenti. I piccoli azionisti hanno tributato a Lovaglio una standing ovation, gridando ripetutamente “bravo” e manifestando così il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dal manager a difesa dell’autonomia e dell’integrità del Monte dei Paschi.



