Il manicomio di Tobino verso il recupero: visita del ministro

“È stata una grande giornata per la Fondazione Mario Tobino e per Maggiano, nella quale abbiamo visto riunite tutte le istituzioni per conoscere direttamente le condizioni di questa struttura. Mi auguro che questa attenzione possa tradursi in un aiuto concreto per il suo recupero, perché questo patrimonio possa essere conservato e lasciato alle generazioni future come testimonianza della sua straordinaria storia”. Isabella Tobino, presidente della Fondazione Mario Tobino, vede passi avanti nel recupero di quello che in molti chiamano ‘Il manicomio di Tobino’, ovvero Maggiano dove il famoso psichiatria viareggino ha lavorato per decenni e composto moltissimi dei suoi libri vincitori di premi da cui sono stati tratti film come Scemo di Guerra di Dino Risi, Le rose del deserto di Mario Monicelli e Sulla spiaggia e di là dal molo di Giovanni Fago.

Ieri, 29 ottobre, nel manicomio ormai dismesso e che la Fondazione cerca di recuperare da svariati anni, c’è stata la visita del ministro della cultura Alessandro Giuli e dell’assessora alla cultura regionale Cristina Manetti. Giuli ha effettuato un sopralluogo per conoscere le condizioni della struttura e le sue prospettive di recupero e valorizzazione, per il quale la stessa Fondazione ha lanciato il progetto di un museo dove raccontare la storia del luogo e della psichiatria italiana tramite strumenti multimediali e ologrammi e ad accogliere i visitatori – grazie alla tecnologia – sarebbe stato lo stesso Mario Tobino. Un museo corredato da ostello e sala congressi da 200 posti.

Nel corso della visita, Giuli ha sottolineato il valore di Maggiano come luogo in cui si intrecciano cultura, storia, letteratura e salute e la sua potenzialità come strumento di benessere individuale e collettivo, attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione degli spazi, la fruizione degli archivi, lo studio e la ricerca oltre all’importanza di far conoscere maggiormente la figura e l’eredità di Mario Tobino.

“La visita del ministro Giuli – commenta Manetti – rappresenta un passaggio molto importante, che abbiamo fortemente auspicato e sollecitato, perché era fondamentale richiamare l’attenzione del governo su un luogo che è una pagina fondamentale della storia italiana. Maggiano racconta anche l’approccio straordinariamente umano e innovativo di Mario Tobino alla malattia mentale, una visione che conserva ancora oggi una grande attualità. Recuperare questo complesso, che ha una storia secolare ed è di proprietà dell’Asl Toscana, significa non soltanto salvaguardare un patrimonio di memoria, ma creare nuove opportunità di rigenerazione culturale e sociale. È un luogo che può tornare a vivere, ospitando attività e iniziative capaci di aprirlo sempre di più alla comunità”.

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