Migliaia di persone sono scese in piazza a Firenze in occasione dello sciopero generale contro la guerra e il carovita. Negozi blindati nel centro storico e un clima di preoccupazione hanno accompagnato la mobilitazione. Il corteo è partito dalla Fortezza da Basso e i manifestanti si stanno dirigendo verso viale Lavagnini.
Tanti i giovani presenti alla manifestazione. In tutta la Toscana è una giornata di mobilitazione, con il corteo promosso da Usb e da altre realtà sindacali di base nell’ambito dello sciopero generale contro la guerra e il caro vita.
«Il carovita – dice Dario Furnari di Usb Firenze – non è un tema, ma la condizione che viviamo tutti quando dobbiamo fare la spesa, la benzina, quando dobbiamo pagare le tasse, il mutuo, l’affitto o i libri per i nostri figli». Una condizione che, aggiunge, «viene da scelte politiche, dall’inflazione, dalla speculazione finanziaria, dalla guerra».
Furnari ricorda che «oggi tutto il lavoro soffre salari bassi, soffre la condizione del carovita. Tenere aperta un’attività è complesso, oggi arrivare alla seconda, terza settimana del mese è complesso perché i salari non bastano, anche nel pubblico impiego».
Da qui l’appello al governo: «Si occupino dei temi dello sciopero, il carovita e la guerra. Loro non possono portarci in guerra, loro non possono portarci alla povertà. Non devono parlare di violenza, di incappucciati, di maranza, parlano prima che lo sciopero ci sia stato. Si occupassero invece del malessere sociale».
Alessandro Nannini dei Cobas punta invece l’indice sulla precettazione nel settore dei trasporti. «Non c’è solo Salvini – spiega –. Adesso stanno cercando di applicare la 146 anche alla logistica e a tutti quei settori dove lo sciopero lo fanno veramente».



