Caso mense a Viareggio, Fare Viareggio attacca il Comune

“Chiediamo all’amministrazione Grilli di uscire dall’ambiguità e di assumersi finalmente le proprie responsabilità, indicando tempi certi, interventi concreti e verifiche puntuali sulla qualità e sulla quantità dei pasti”. La lista civica Fare Viareggio va dritta al punto e attacca duramente l’amministrazione comunale di Viareggio sul ‘caso mense’ della scuola Vera Vassalle che ha portato nei giorni scorsi docenti e genitori a mettere in scena uno sciopero dei pasti poi ‘stoppato’ dal non rendere possibile agli alunni di potersi portare il pranzo da casa.

“La protesta dei genitori della scuola Vera Vassalle non si ferma – dicono da Fare Viareggio – E non potrebbe essere diversamente, visto che le risposte attese non sono arrivate e le criticità sulla qualità e sulla quantità dei pasti continuano a essere al centro delle preoccupazioni delle famiglie”.

Ieri, 29 ottobre, era attesa una nuova giornata di sciopero che ha visto alcuni genitori organizzare un picnic di protesta – chi voleva far mangiare il figlio fuori doveva prenderlo e riportarlo all’istituto – fuori dalla scuola.

“É la fotografia più eloquente di una vicenda che l’amministrazione comunale avrebbe dovuto affrontare con ben altra attenzione, tempestività e assunzione di responsabilità” sentenziano dalla lista che ha appoggiato Marialina Marcucci alle ultime elezioni.

“Ma c’è un elemento politico che non può passare inosservato – commentano dall’associazione – alla riunione con i genitori è mancata proprio l’assessora Marcucci in quota Forza Italia con delega specifica alla scuola. Quando le famiglie manifestano un disagio concreto, quando chiedono spiegazioni su un servizio pubblico che riguarda la salute e il benessere dei bambini, la politica non può limitarsi a delegare, rinviare o lasciare che siano altri a gestire il confronto. L’amministrazione comunale ha il dovere di esserci”.

“Non basta convocare incontri se poi non si è in grado di offrire soluzioni – proseguono dalla lista – Non basta dichiararsi disponibili al dialogo se, nei momenti decisivi, manca proprio chi dovrebbe assumersi la responsabilità politica. Qui non siamo davanti a una semplice divergenza di opinioni sul menù. Siamo davanti a famiglie che hanno perso fiducia, a bambini che non consumano i pasti e a un servizio che deve essere verificato fino in fondo. La mensa scolastica non è una concessione, è un servizio pubblico. E i bambini non possono diventare ostaggi dell’incapacità di trovare soluzioni”.

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