Allarme spaccate e crisi negozi: serve una legge d’emergenza

“Una spaccata distrugge una vetrina, ma tasse, costi di gestione sempre più insostenibili e concorrenza sleale ogni giorno incrinano lentamente le nostre imprese fino a mandarle in frantumi. E’ un’emergenza che nessuno può più permettersi di ignorare”.
Sono queste le parole del direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli, intervenuto in seguito all’ennesima vetrina spaccata in Corso Italia. Com’è naturale che sia Pieragnoli ha condannato duramente i danni agli esercizi della zona, tuttavia ha colto l’occasione per sottolineare come spesso e volentieri non siano i furti a portare alla chiusura dei negozi ma le troppe tasse ed una burocrazia da incubo.

“C’è una violenza meno visibile ma altrettanto penetrante e silenziosa – ha infatti sottolineato Pieragnoli – che ogni giorno mette a rischio la sopravvivenza di migliaia di imprese. Tasse, caro energia, burocrazia e una concorrenza senza regole logorano lentamente la sostenibilità economica di un’attività, fino a rendere impossibile continuare a lavorare”.

Il fenomeno della desertificazione commerciale non è più un’ipotesi, ma un’emergenza conclamata che minaccia il futuro dei centri urbani. I dati richiamano le stime dell’ultimo studio nazionale di Confcommercio, secondo cui entro il 2026 i negozi sfitti sul territorio nazionale toccheranno quota 458.000, pari al 17% dell’offerta complessiva. Una perdita economica stimata in ben 53 miliardi di euro complessivi (circa 4.4 miliardi all’anno, pari allo 0.2% del PIL).

Un impoverimento che si ripercuote direttamente sulla qualità della vita della collettività perchè come ha dichiarato Pieragnoli: “Ogni saracinesca che si abbassa definitivamente significa meno servizi, meno socialità, meno presidio del territorio, meno sicurezza e meno attrattività per le nostre città”.

Da qui la richiesta di un netto cambio di rotta che non può più attendere.
“Serve una strategia nazionale capace di incidere realmente sui costi delle attività Proteggere davvero i negozi significa impedire che siano costretti a chiudere sotto il peso di una pressione fiscale insostenibile – ha concluso il direttore generale di Confcommercio Pisa -. Bisogna intervenire subito, il tempo per moltissime attività sta già per scadere”.

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