Pisa, a San Rossore i cinghiali sfidano i lupi per difendere i cuccioli

Il mondo animale non smette mai di sorprenderci, hanno infatti dell’incredibile le immagini che arrivano dal Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, dove una foto trappola ha catturato per la prima volta la complessa tattica di difesa applicata da un gruppo di cinghiali nei confronti di un branco di lupi.

Il video risale allo scorso 11 maggio ed hanno permesso di analizzare una situazione sconosciuta fino a quel momento, i risultati dello studio sono stati ufficialmente pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Current Zoology, nell’ambito dell’articolo intitolato “One Ring to Protect Them All: first camera-trap video documentation of defensive ring formation in wild boar facing wolves” a firma dei ricercatori Del Frate, Monti, Bongi, Gaimari, Scandura e Apollonio.

Le immagini catturate dalle apparecchiature di monitoraggio hanno mostrato un comportamento sociale di inaspettata complessità. Di fronte alla minaccia del predatore, le femmine adulte del branco si sono organizzate in tempo reale formando delle vere e proprie barriere mobili, disposte con geometrie semicircolari e triangolari, così da schermare e proteggere i cuccioli posizionati invece al centro della formazione.

Nel frattempo, la matriarca del gruppo si è spinta in avanti per affrontare direttamente il lupo dominante, tenendolo a distanza ed evitando l’esito letale per i piccoli. Questa condotta tattica, ripetuta e coordinata più volte nel corso dell’interazione, sovverte l’immagine del cinghiale come preda passiva e dimostra un livello elevatissimo di intelligenza sociale ed empatia di branco.

Il ritaglio video è stato ottenuto nell’ambito della convenzione di ricerca attiva tra l’Ente Parco e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari.
I risultati confermano ancora una volta l’area protetta pisana come un vero e proprio laboratorio naturale a cielo aperto, indispensabile per studiare sul campo le dinamiche ecologiche tra grandi predatori e ungulati, fornendo elementi scientifici preziosi per comprendere la biodiversità e l’equilibrio faunistico della costa toscana.

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