Ancora proteste a Pisa, Sapienza occupata a oltranza: “L’università torni alla comunità”

All’ombra della Torre non si ferma il moto di proteste che venerdì scorso ha colpito tutta l’Italia. Così come gli studenti romani anche quelli pisani hanno infatti deciso di portare avanti ad oltranza la propria azione di protesta.

Risulta infatti ancora occupato il palazzo della Sapienza, dove gli studenti si sono introdotti lo scorso 30 ottobre a seguito del grande corteo che ha attraversato la città sfilando contro il carovita e le spese militari.

E’ quindi ormai da tre giorni che gli spazi universitari sono trasformati in un vero e proprio presidio permanente di assemblee, momenti di studio collettivo e dibattiti aperti.

Alla base della protesta vi è una netta presa di posizione contro le politiche economiche e di bilancio che penalizzano il mondo dell’istruzione superiore.

I portavoce della mobilitazione, Irene Carrieri e Leonardo Nencioni, hanno duramente denunciato la gestione degli spazi accademici, spiegando come il palazzo della Sapienza venga sistematicamente utilizzato come una vetrina di rappresentanza per eventi esclusivi, anziché essere tutelato e vissuto come uno spazio quotidiano e gratuito dedicato alla comunità studentesca e ai suoi bisogni reali.

Nel mirino degli studenti ci sono i tagli cronici ai fondi destinati al diritto allo studio, il carovita che rende sempre più difficile per i fuorisede sostenere le spese abitative e universitarie, e la ferma opposizione alle scelte geopolitiche legate ai conflitti armati.

Gli studenti hanno infine ribadito la ferma intenzione di proseguire a oltranza con la protesta, rifiutando qualsiasi sgombero preventivo e rivendicando con forza che l’università deve tornare a essere un presidio di democrazia e partecipazione, saldamente in mano alla base studentesca.

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