Quello degli sfratti è uno dei temi più attuali nelle ultime settimane, basti pensare al caso Maricarmen in Spagna, ma ecco che anche a Livorno è scoppiato il caso. Nei giorni scorsi infatti il sindacato Asia Usb ha impedito lo sfratto esecutivo a carico di una donna di ottant’anni e della sua famiglia in via Carlo Mayer, nel centro storico di Livorno.
Quella di questa famiglia non è una situazione come tutte le altre, oltre all’anziana infatti l’appartamento di via Carlo Mayer è abitato dalla figlia invalida al 100% e dalla nipote ventenne. Lo sfratto è arrivato a seguito del termine del canone di locazione, nonostante la famiglia abbia sempre pagato regolarmente l’affitto mensile di 650 euro. L’azione di Asia Usb è riuscita temporaneamente a rimandare lo sfratto, rimandato all’11 novembre.
L’episodio ha riacceso i riflettori sulla pressione abitativa e sul fenomeno del caro-affitti che sta interessando i quartieri centrali del capoluogo labronico. Secondo quanto denunciato da Asia Usb, l’incremento delle locazioni turistiche brevi e la conversione degli immobili residenziali in strutture ricettive stanno progressivamente riducendo la disponibilità di alloggi a prezzi sostenibili per i residenti.
“Assistiamo a una vera e propria espulsione delle famiglie dal centro verso le periferie – spiegano i rappresentanti del sindacato abitativo –. Quando i contratti scadono o le proprietà decidono di cambiare la destinazione dell’immobile, il rischio per le fasce fragili è quello di finire in strada. Trovare una casa in affitto residenziale a Livorno è diventata un’impresa quasi impossibile”.
Proprio per accendere i riflettori sulla questione Asia Usb ha promosso un’assemblea aperta alla cittadinanza, l’appuntamento è fissato per venerdì 16 ottobre alle 17 in piazza Garibaldi.
L’iniziativa pubblica servirà a strutturare una rete di tutela per il diritto all’abitare e a definire le tappe di avvicinamento in vista dello sciopero generale del prossimo 30 ottobre.



