Coldiretti in piazza a Firenze: «Fermate i trafficanti di olio e grano»

Centinaia di agricoltori toscani sono scesi nuovamente in piazza a Firenze per chiedere interventi urgenti contro quella che Coldiretti definisce una vera e propria emergenza per il settore agricolo. Il blitz si è svolto davanti alla Prefettura e ha coinvolto contemporaneamente tredici regioni italiane, con l’obiettivo di denunciare il crollo dei prezzi di alcuni prodotti simbolo del Made in Italy, in particolare olio extravergine d’oliva e grano.

Secondo Coldiretti Toscana, le aziende agricole si trovano schiacciate tra l’aumento dei costi di produzione e la concorrenza di prodotti importati dall’estero, spesso venduti a prezzi molto inferiori. Una situazione che, secondo l’associazione, rischia di mettere in ginocchio intere filiere produttive e di compromettere la sopravvivenza delle imprese agricole.

“È un atto di disperazione quello che oggi portiamo nuovamente in piazza”, ha dichiarato la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani. “Gli agricoltori producono in perdita: i costi superano i ricavi. Quando manca la sostenibilità economica crolla tutto ciò che ruota attorno alle nostre aziende e alle comunità rurali”.

Tra le principali preoccupazioni c’è il settore dell’olio extravergine. Secondo Coldiretti, nell’ultimo anno il prezzo dell’olio sarebbe diminuito del 50%, mentre i costi sostenuti dai produttori sono aumentati di oltre 200 euro per ettaro. Negli ultimi cinque anni, inoltre, le importazioni di olio e derivati dall’estero sono cresciute del 62%, sfiorando il miliardo di euro. Spagna, Grecia e Tunisia risultano tra i principali Paesi di provenienza.

L’associazione punta il dito anche contro il cosiddetto traffico di perfezionamento attivo e contro alcune norme del codice doganale europeo che consentirebbero, dopo determinate lavorazioni, di commercializzare come italiano un prodotto ottenuto da materia prima estera.

Analoga la situazione denunciata per il grano duro. In Toscana, evidenzia Coldiretti, superfici coltivate e produzione si sono praticamente dimezzate negli ultimi vent’anni. Gli agricoltori contestano inoltre l’arrivo nei porti italiani di grano proveniente dall’estero e chiedono maggiori controlli sull’origine delle materie prime e sull’intera filiera.

Nel documento consegnato al prefetto vengono avanzate diverse richieste: più ispezioni, strumenti innovativi per certificare l’origine dei prodotti, applicazione rigorosa delle norme contro le pratiche commerciali sleali e misure economiche a sostegno delle imprese agricole. Tra le proposte anche uno stanziamento straordinario di 40 milioni di euro per ridurre i costi sostenuti dai produttori nell’ambito dei contratti di filiera.

Per Coldiretti, la difesa del reddito agricolo coincide con la tutela della qualità alimentare e della salute dei consumatori. Un tema che, secondo l’associazione, non riguarda soltanto il futuro delle aziende agricole ma l’intero sistema agroalimentare italiano.


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