Maremma: firme Confesercenti per salvare i negozi

Nei piccoli paesi dell’entroterra e in molti quartieri urbani i negozi di vicinato continuano a scomparire. Per contrastare quella che viene definita una vera e propria desertificazione commerciale, Confesercenti Grosseto ha avviato una raccolta firme nazionale a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a istituire le cosiddette Zone economiche speciali di prossimità (Zes).

L’obiettivo è introdurre agevolazioni fiscali, semplificazioni burocratiche e strumenti di sostegno per le attività commerciali che operano nei centri più fragili, dove mantenere aperto un negozio è sempre più difficile.

I numeri fotografano una situazione preoccupante. In Italia negli ultimi dieci anni hanno chiuso circa 140mila negozi e, secondo Confesercenti, per ogni nuova attività che apre ce ne sono tre che abbassano definitivamente la saracinesca. Oltre quattro milioni di italiani vivono oggi in comuni privi di un negozio alimentare e il commercio di prossimità ha perso circa 25 miliardi di euro a vantaggio dell’e-commerce e della grande distribuzione.

“La legge propone di individuare aree nelle quali applicare misure fiscali agevolate e procedure semplificate per consentire agli esercizi di vicinato di resistere – spiega Andrea Biondi, direttore provinciale di Confesercenti Grosseto –. Non si tratta più soltanto di un problema economico, ma anche sociale, perché in molti territori stanno scomparendo servizi essenziali per la vita quotidiana dei residenti”.

Anche la Maremma risente di questa tendenza. “Escludendo in parte la fascia costiera, nell’entroterra registriamo forti difficoltà – aggiunge Biondi –. Negli ultimi dieci anni sono scomparsi circa 400 esercizi commerciali. Nei piccoli centri la chiusura di un negozio significa spesso la perdita di un presidio sociale oltre che economico”.

La proposta non riguarda soltanto i borghi. Le Zes di prossimità potrebbero essere istituite anche in quartieri urbani e centri storici che soffrono la concorrenza della grande distribuzione e degli acquisti online. “Dove i negozi chiudono diminuisce anche la percezione di sicurezza e si impoverisce la vita delle comunità” sottolinea ancora Biondi.

Per il presidente provinciale di Confesercenti, Massimiliano Mei, la proposta rappresenta un’opportunità concreta per invertire la tendenza. “Ogni commerciante sa quanto sia difficile sostenere i costi di gestione, soprattutto nei piccoli paesi. Eppure queste attività garantiscono servizi indispensabili, in particolare alle persone anziane e a chi ha difficoltà negli spostamenti”.

Alla presentazione dell’iniziativa hanno partecipato anche numerosi amministratori locali, tra cui la sindaca di Castel del Piano Cinzia Pieraccini, che ha evidenziato la necessità di trovare un equilibrio tra commercio tradizionale ed e-commerce, sostenendo le attività che mantengono vivi i centri abitati.

Per presentare la proposta in Parlamento servono almeno 50mila firme. Oltre alla raccolta online, Confesercenti Grosseto organizzerà nei prossimi mesi punti di raccolta sul territorio provinciale.


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