Potremmo essere giunti ad una svolta in ben due casi che nel corso dell’ultimo mese hanno tenuto con il fiato sospeso il territorio livornese. Il 19 settembre infatti nelle acque antistanti a Rimigliano (tra Piombino e San Vincenzo) era stato recuperato un corpo, oggi stando a quanto ricostruito dal Tirreno quel corpo si pensa che potrebbe appartenere all’ingegnere bielorusso Uladzimir Aldokhin, scomparso da Bibbona nei mesi scorsi.
Gli investigatori coordinati dalle autorità giudiziarie stanno stringendo il cerchio attorno all’identità della salma, incrociando i dati della segnalazione di scomparsa inviata da una struttura ricettiva della costa livornese.
L’allarme era scattato nel primo pomeriggio del 19 settembre, quando alcuni diportisti avevano avvistato la salma galleggiante a circa mezzo miglio dalla riva.
A causa della lunga permanenza in acqua, l’ispezione medico-legale esterna non aveva consentito un riconoscimento visivo immediato, rivelando soltanto che si trattava di un individuo di sesso maschile, in costume da bagno e senza evidenti segni di violenza o traumi riconducibili a un’aggressione.
La svolta nelle indagini è arrivata a seguito della segnalazione inoltrata dai Carabinieri e proveniente da un hotel di Marina di Bibbona. I responsabili dell’albergo avevano infatti constatato la mancata riconsegna delle chiavi e l’allontanamento improvviso di un cliente, identificato come Uladzimir (Vladimir) Aldokhin, 33 anni e residente a Vilnius, in Lituania. La madre dell’uomo inolter aveva denunciato la scomparsa del figlio ai media internazionali e alla trasmissione televisiva Chi l’ha visto?, spiegando che il giovane si trovava in vacanza nella provincia di Livorno prima di interrompere ogni comunicazione.
Gli inquirenti hanno quindi attivato i canali diplomatici e di cooperazione internazionale per acquisire un campione biologico dalla famiglia del giovane, al fine di eseguire la comparazione del profilo Dna.
L’esito del test genetico e gli approfondimenti tossicologici e autoptici serviranno a chiarire la dinamica del decesso e a confermare formalmente l’identità del corpo.



