Nonostante la stagione balneare sia ormai giunta alla sua naturale scadenza la questione dei tornelli a Livorno continua a tenere banco. La petizione lanciata da Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali Italiani, insieme allo streamer Ivan Grieco (Pulp Podcast), per chiedere l’eliminazione dei tornelli d’ingresso negli stabilimenti balneari del litorale livornese e garantire il libero passaggio verso la battigia ha infatti raggiunto più di 2500 firme nel giro di sole 48 ore.
Un’iniziativa che riaccende lo scontro politico e amministrativo sulla fruibilità delle spiagge in concessione, chiamando direttamente in causa il sindaco Luca Salvetti e la Regione Toscana.
Hallissey ha espresso soddisfazione per la risposta del pubblico, sottolineando come il tema sia avvertito da un’ampia fascia della cittadinanza e dei visitatori.
“Un risultato che dimostra quanto questa battaglia sia tutt’altro che minoritaria nel Paese e anche a Livorno – ha infatti dichiarato -.Torniamo a chiedere al Comune e alla Regione di intervenire: via i tornelli, accesso libero e gratuito al mare, cartelli chiari che informino cittadini e turisti dei loro diritti, più varchi pubblici e controlli seri affinché le regole vengano davvero rispettate”.
Hallissey infatti contesta la posizione espressa dal primo cittadino livornese, accusandolo di difendere l’impianto attuale anziché rimuovere le barriere fisiche all’ingresso dei bagni privati.
Hallissey ha ricordato a questo proposito anche l’attenzione mediatica nazionale sul caso labronico, citando un’inchiesta andata in onda nella trasmissione Filorosso su Rai 3, che avrebbe evidenziato le difficoltà incontrate dagli utenti nel transito gratuito verso il mare.
“Sorprendono le parole del sindaco Luca Salvetti – ha proseguito il presidente di +Europa – che, anziché intervenire sul problema, continua a difendere la presenza dei tornelli. Eppure il recente servizio di Filorosso ha documentato come continuino a esserci ostacoli per chi prova ad accedere gratuitamente al mare. Queste firme meritano una risposta, non altre giustificazioni. Continueremo le nostre iniziative finché a Livorno il diritto di raggiungere il mare non sarà garantito nei fatti”.



