Rincari Tpl, è bufera politica. Palagi attacca il modello di gestione

Dal 1° agosto il biglietto del trasporto pubblico locale in Toscana passerà da 1,70 a 2 euro. Un aumento che la Regione ricondice agli adeguamenti contrattuali legati all’inflazione e all’incremento dei costi energetici, ma che riaccende lo scontro politico sul modello di gestione del servizio e sul peso che ricade sugli utenti.

A Firenze e nel resto della regione la misura non riguarda solo i biglietti singoli: anche gli abbonamenti subiranno ritocchi, in un quadro che ha già provocato critiche da parte di enti locali, associazioni dei consumatori e opposizioni.

Tra le reazioni più dure c’è quella diDmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, che attacca frontalmente la scelta della Regione e il modello complessivo del trasporto pubblico toscano.

“Si promette la gratuità del trasporto pubblico locale, ma in realtà i prezzi aumentano”, osserva Palagi, sottolineando come i rincari arrivino nonostante le difficoltà denunciate da tempo dai lavoratori del settore. Secondo il consigliere, il sistema attuale rischierebbe di trasformare il Tpl in uno strumento di “fare cassa” su un servizio che dovrebbe restare essenziale e accessibile.

Nel suo intervento, Palagi allarga il ragionamento alle scelte strutturali degli ultimi decenni: “L’errore è stato privatizzare Ataf, l’errore è stato fare un’unica gara regionale, l’errore è non avere strumenti come Comune e Regione per avere un effettivo controllo”.

Per il consigliere di opposizione, il nodo è politico prima ancora che tariffario: la perdita di controllo pubblico e la governance del servizio avrebbero indebolito la capacità delle istituzioni di incidere sui costi e sulle scelte strategiche del trasporto.

“A noi questo aumento non torna – conclude – e faremo di tutto per vederci chiaro”.


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