Scritte antisemite a Firenze, la richiesta: non basta più condannare

Non si fermano alle condanne le reazioni alle scritte antisemite comparse al Memoriale della Deportazione di Firenze. Dopo la denuncia della sindaca Sara Funaro, sul caso intervengono anche il console onorario d’Israele per Toscana, Emilia Romagna e Lombardia Marco Carrai, l’Associazione Fiorentina Amici di Israele e la sezione fiorentina dell’Aned.

Al centro degli interventi c’è soprattutto la richiesta di andare oltre le dichiarazioni di solidarietà e di trasformare la condanna dell’antisemitismo in un’azione concreta e continuativa.

Marco Carrai, console onorario d’Israele per Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, ha definito nuovamente molto grave la comparsa delle scritte contro gli ebrei al Memoriale della Deportazione. Secondo Carrai, non sarebbe sufficiente condannare gli episodi se, contemporaneamente, vengono alimentate campagne che, a suo giudizio, contribuiscono alla demonizzazione del popolo israeliano.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Associazione Fiorentina Amici di Israele, che ha espresso una “ferma e indignata condanna” per le scritte comparse in un luogo simbolo della memoria dello sterminio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale.

Per il presidente dell’associazione, Kishore Bombaci, colpire il Memoriale significa colpire anche la memoria della città e i valori democratici sui quali si fonda la convivenza civile.

L’associazione ha accolto positivamente la presa di posizione della sindaca Funaro e delle istituzioni cittadine, ma ritiene che, di fronte alla ripetizione di episodi di questo tipo, non sia più sufficiente affidarsi soltanto alle dichiarazioni pubbliche.

Bombaci sostiene che l’antisemitismo a Firenze debba essere affrontato come un fenomeno strutturale e chiede una risposta politica, culturale e istituzionale che sia continuativa e concreta. Tra le richieste c’è anche quella di individuare i responsabili delle scritte e perseguirli secondo quanto previsto dalla legge.

L’Associazione Fiorentina Amici di Israele chiede inoltre alle istituzioni cittadine e regionali un impegno concreto contro la diffusione dell’odio antiebraico e invita a sostenere il disegno di legge sull’antisemitismo attualmente pendente in Parlamento.

Intanto, le scritte sono state già cancellate. A comunicarlo è stata l’assessora comunale Caterina Biti, spiegando che l’intervento è stato effettuato dai Custodi del Bello, gruppo specializzato degli Angeli del Bello Firenze.

Il Memoriale è stato quindi ripulito e ritinteggiato, tornando alle condizioni precedenti alla comparsa delle scritte.

“Purtroppo queste cose accadono sempre di più anche nella nostra Firenze”, ha scritto Biti, ribadendo la volontà dell’amministrazione di continuare a contrastare ogni forma di intolleranza, antisemitismo e ostilità.

Sull’episodio è intervenuta anche l’Aned di Firenze. Il presidente Lorenzo Tombelli ha richiamato l’importanza di impedire che l’odio possa tornare a trasformarsi in cultura e ha sottolineato come la difesa della memoria non possa essere considerata soltanto un esercizio rivolto al passato.

Secondo Tombelli, a oltre 80 anni dalla Liberazione resta infatti la responsabilità di contrastare ogni forma di discriminazione, violenza e negazione dei diritti, anche quando questi fenomeni si manifestano attraverso episodi apparentemente isolati.

L’Aned ha ribadito inoltre il proprio impegno nella tutela del Memoriale e nella conservazione della memoria di tutti i deportati, considerandola una scelta che riguarda non soltanto la storia, ma anche il presente.

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