Il mistero è stato ormai svelato, per mesi la presenza di questi insoliti granuli bianchi lungo le nostre spiagge, in primis a Baratti, ha preoccupato i bagnanti e non solo. La prima ipotesi infatti è stata subito quella che si trattasse di qualcosa di chimico ma i primi esiti delle analisi condotte da Arpat avevano smentito la cosa, senza però riuscire a spiegare cosa fossero. Ebbene, finalmente ci siamo Arpat è infatti riuscita a svelare l’arcano, quei granuli bianchi altro non sono che ingenti depositi di lenticchie d’acqua, una piccola pianta che solitamente si trova in acqua dolce.
Niente microplastiche o sostanze inquinanti quindi, a rendere possibile la scoperta, oltre chiaramente al lavoro di Arpat, gli studi condotti dai botanici dell’Università di Siena, che con una relazione tecnica hanno confermato e avvalorato quanto portato alla luce da Arpat.
Le osservazioni al microscopio e le analisi chimiche hanno evidenziato infatti una componente polisaccaridica vegetale. Come ricostruito dagli esperti, le piantine sono proliferate in modo anomalo nelle acque interne a causa delle temperature eccezionalmente elevate registrate durante l’estate 2026. Trasportate dalla corrente dell’Arno fino alla foce, sono state successivamente disperse in mare dai venti e dalle correnti marine verso sud, raggiungendo il litorale della Toscana centro-meridionale e le isole dell’Arcipelago.
Durante la permanenza in acqua salata, la perdita di clorofilla ne ha causato la decomposizione e la caratteristica perdita di colore, trasformando il fitto manto verde originario in un’aggregazione di granuli bianchi una volta arrivati a riva.
Secondo le conclusioni dell’Arpat quindi, il fenomeno è da attribuire direttamente alle condizioni climatiche dell’estate 2026, con prolungate fasi di caldo che hanno surriscaldato sia i corsi d’acqua interni che i bacini marini costieri, favorendo un boom vegetazionale fuori scala.



