Teruzzi e Puthod, stato di agitazione per i 29 lavoratori

Lo spettro di una possibile vendita della cantina e l’incertezza sulle prospettive occupazionali, ma anche il mancato rinnovo del contratto integrativo. Sono i nodi che hanno portato i 29 dipendenti della Teruzzi e Puthod di San Gimignano (Si) a proclamare lo stato di agitazione sindacale. La decisione è arrivata al termine di un’assemblea alla quale hanno partecipato i lavoratori e le rappresentanze territoriali della Flai Cgil.

Da mesi, spiega il sindacato, circolano indiscrezioni su una possibile cessione dell’azienda, di proprietà del Gruppo Terra Moretti, già Campari. Nell’ultimo incontro con la proprietà sarebbero arrivate soltanto indicazioni generiche su una trattativa in corso, senza chiarimenti sulle prospettive della cantina, sulla tutela dei posti di lavoro e sul suo futuro. Restano inoltre aperti il confronto su un pacchetto di stabilizzazioni, un piano triennale per l’avanzamento dei livelli professionali e il rinnovo della contrattazione integrativa.
“Finora abbiamo dimostrato – scrivono nella nota Flai Cgil e Rsa -, con i fatti, di credere e sostenere un percorso virtuoso di relazioni sindacali ben consapevoli anche delle difficoltà generali più volte rappresentate dalla Proprietà, e per questo riteniamo indispensabile il rinnovo del contratto di secondo livello da parte di Teruzzi e Puthod. I diritti acquisiti dai 29 lavoratori tramite la contrattazione non possono essere messi in discussione dall’incertezza sul futuro dell’Azienda, ora chiediamo chiarezza e soprattutto che le maestranze ottengano quello che spetta loro, a partire dai trattamenti economici dell’accordo integrativo”.

La vertenza riguarda quindi sia le garanzie sul futuro occupazionale, sia il riconoscimento delle condizioni economiche e normative già maturate dai dipendenti. “In assenza di una concreta disponibilità al rinnovo del contratto di secondo livello da parte di Teruzzi e Puthod SRL, i lavoratori, le RSA e la Segreteria della FLAI CGIL valuteranno le prossime azioni da mettere in atto” concludono le sigle sindacali.

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