The Italian Sea Group ha comunicato 270 esuberi e l’intesa per l’attivazione del contratto di solidarietà. L’annuncio è arrivato oggi, mercoledì 9 settembre, nel corso del tavolo di crisi convocato dalla Regione Toscana. L’accordo rappresenta un passaggio importante per il futuro del gruppo e per la tutela dei lavoratori, ma la sua applicazione resta legata all’autorizzazione del tribunale.
A riferire i dettagli dell’incontro sono Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, che in una nota spiegano come il contratto di solidarietà rimanga infatti vincolato al via libera dell’autorità giudiziaria. L’autorizzazione del tribunale sarà propedeutica alla successiva presentazione della richiesta al Ministero.
Il piano di risanamento presentato nell’ambito della procedura sarà esaminato dal tribunale il prossimo 16 settembre. Da questo passaggio dipenderà anche la possibilità di procedere concretamente con gli strumenti individuati per affrontare la situazione occupazionale e finanziaria dell’azienda.
Nel confronto con le organizzazioni sindacali sono state accolte diverse richieste relative alla gestione del contratto di solidarietà. Tra queste figurano l’anticipo, la rotazione e la maturazione dei ratei, oltre alla mancata trattenuta dei negativi di ferie per le interruzioni dei rapporti di lavoro.
Previsto inoltre il confronto con la Rsu sulla gestione della cassa, così da accompagnare l’applicazione dell’ammortizzatore sociale attraverso un monitoraggio condiviso con i rappresentanti dei lavoratori.
Per Fim, Fiom e Uilm, l’intesa raggiunta assume un’importanza che va oltre il perimetro dello stabilimento. I sindacati sottolineano infatti come il contratto di solidarietà possa rappresentare uno strumento fondamentale non soltanto per i dipendenti di The Italian Sea Group, ma anche per le numerose aziende che operano nell’indotto.
Il tema riguarda quindi l’intero tessuto produttivo del territorio. Secondo le organizzazioni sindacali, le imprese della filiera potrebbero a loro volta ricorrere allo stesso ammortizzatore sociale, con l’obiettivo di garantire maggiore protezione occupazionale in una fase particolarmente delicata.
A rendere ancora più importante questo passaggio è la situazione registrata nelle ultime settimane dalle aziende esterne. Le domande di cassa integrazione ordinaria presentate dalle imprese dell’indotto sarebbero infatti state respinte dall’Inps. L’accordo raggiunto oggi potrebbe dunque aprire una nuova possibilità di tutela per centinaia di lavoratori coinvolti, direttamente o indirettamente, nelle attività legate a The Italian Sea Group.
Ora l’attenzione è rivolta al 16 settembre, quando il tribunale sarà chiamato a esaminare il piano di risanamento. Il via libera giudiziario rappresenta il passaggio necessario per rendere operativo il percorso individuato al tavolo di crisi e dare seguito all’accordo sul contratto di solidarietà.
La vicenda occupazionale di The Italian Sea Group si inserisce così in un percorso di riorganizzazione che coinvolge non solo i lavoratori direttamente impiegati dal gruppo, ma anche una filiera più ampia di aziende e professionalità legate al settore della nautica.



