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Toscana punta sui beni comuni per una nuova partecipazione democratica

La Regione Toscana ha fatto il punto sulle politiche dedicate ai beni comuni, con l’obiettivo di promuovere una gestione condivisa e partecipata delle risorse collettive. Insieme ad Anci Toscana e a Labsus – il Laboratorio per la Sussidiarietà – è emersa una fotografia ricca di spunti, tra potenzialità e criticità, che pone al centro l’impegno dei cittadini nella costruzione del bene pubblico.

I beni comuni, materiali, immateriali e digitali, sono strumenti fondamentali per garantire diritti, benessere collettivo e coesione sociale. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha definito questa come una delle sfide più stimolanti per le istituzioni: «Parliamo di partecipazione democratica, innovazione e tutela del futuro. Lo statuto della Toscana afferma chiaramente la priorità di valorizzare i beni comuni, in un’ottica di giustizia intergenerazionale e inclusione attiva».

Il bilancio degli ultimi anni evidenzia come diverse esperienze, come i patti di collaborazione e i progetti di rigenerazione urbana condivisa, abbiano segnato il territorio. L’assessore Stefano Ciuoffo, con delega alla partecipazione e ai rapporti con gli enti locali, ha evidenziato però la necessità di un passo avanti deciso: «Serve una maggiore omogeneità nell’applicazione della normativa regionale, più strumenti operativi per i Comuni e un coordinamento più efficace tra gli attori coinvolti».

Durante il convegno, la Regione ha annunciato nuove priorità per rafforzare la governance dei beni comuni: dalla formazione del personale delle amministrazioni locali alla riattivazione del Tavolo di coordinamento con gli enti toscani, fino al rilancio della collaborazione con Anci Toscana e Labsus.

«I beni comuni non sono un tema marginale, ma una leva strategica per immaginare la Toscana di domani», hanno ribadito Giani e Ciuoffo. «Vogliamo politiche pubbliche costruite insieme ai cittadini, dove la corresponsabilità sia il motore del cambiamento. Le basi ci sono, adesso è tempo di trasformare le sperimentazioni in una struttura solida e duratura».

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