Travolta da un capriolo mentre viaggia in scooter. La Regione condannata al risarcimento

Un capriolo attraversa la strada all’improvviso, uno scooter lo colpisce e la conducente finisce in ospedale con lesioni gravi. A distanza di oltre dieci anni dall’incidente, avvenuto il 20 luglio 2015 lungo la strada provinciale 12 Via Empolese, il Tribunale di Firenze ha condannato la Regione Toscana a risarcire la donna con 18.300 euro, oltre a rivalutazione monetaria e interessi, riconoscendo però una responsabilità condivisa al 50%.

La sentenza, riguarda uno scontro avvenuto in località Ginestra Fiorentina. Secondo quanto ricostruito nel processo, la donna stava viaggiando in sella al proprio scooter Beverly 250 quando venne urtata da un capriolo che stava attraversando la carreggiata. Nell’impatto riportò un politrauma con lesioni craniche e fratture alla clavicola e alla scapola, tanto da essere ricoverata all’ospedale di Careggi.

Nel corso della causa la Regione aveva contestato la propria responsabilità, sostenendo tra l’altro che la fauna selvatica appartiene allo Stato e che comunque non fossero dimostrate le condizioni per attribuire all’ente il risarcimento dei danni. Il Tribunale ha però richiamato il più recente orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui per i danni provocati dalla fauna selvatica risponde la Regione, titolare delle funzioni di gestione e controllo del patrimonio faunistico.

La domanda della donna è stata tuttavia accolta solo in parte. Il giudice ha ritenuto provato l’impatto con il capriolo e le conseguenze fisiche riportate dalla conducente, ma non la dinamica esatta del sinistro. Nessun testimone ha assistito direttamente allo scontro e non sono emersi elementi sufficienti a dimostrare che la scooterista avesse adottato tutte le cautele possibili per evitare l’impatto. Un aspetto ritenuto rilevante è che la donna abitava nella zona e conosceva la frequente presenza di animali selvatici lungo quel tratto di strada.

Allo stesso tempo, però, la Regione non è riuscita a dimostrare il cosiddetto “caso fortuito”, cioè l’imprevedibilità assoluta dell’evento. La sentenza evidenzia come in quell’area fossero noti gli attraversamenti di fauna selvatica e come non fossero presenti recinzioni in grado di impedire l’accesso degli animali alla carreggiata.

Per questo il Tribunale ha applicato una corresponsabilità paritaria tra le parti, attribuendo il 50% della responsabilità alla Regione e il restante 50% alla conducente.

La consulenza medico-legale disposta dal giudice ha accertato un’invalidità permanente dell’11% e 130 giorni complessivi di invalidità temporanea. Sommando danni fisici, spese mediche, danni al veicolo e parte delle spese sostenute nella fase stragiudiziale, il risarcimento è stato quantificato in 18.300 euro, oltre a rivalutazione monetaria e interessi maturati dal giorno dell’incidente. La Regione Toscana è stata inoltre condannata al pagamento delle spese legali, pari a circa 7.700 euro, e delle spese della consulenza tecnica.

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