Viareggio, adesione di massa allo sciopero dei pasti alla Vera Vassalle

Percentuali quasi bulgare intorno all’80 per cento del totale. Sono i numeri dell’importante adesione – al momento solo stimata – alla prima delle cinque giornate dello ‘sciopero dei pasti’ di alunni e docenti della scuola Vera Vassalle a Viareggio.

Una protesta nata per chiedere un miglioramento del cibo dato nella mensa scolastica a seguito del caso scoppiato lo scorso 14 ottobre quando alcuni genitori degli alunni della scuola avevano protestato per il cibo dato ai piccoli. Un genitore, mostrando il pasto dato al figlio, denunciava “Neanche una fetta di prosciutto della peggior marca, solo un rettangolino della peggior fontina buttata dentro due fette di pane” aggiungendo che “c’era anche la frutta, tutte banane nere che non sono state mangiate da quanto erano passate, un succo alla mela e una merendina. Ma chi decide il pasto lo farebbe mangiare a suo figlio?”

Un fatto che era stato, secondo quanto poi riferivano genitori e docenti in una nota, la classica goccia che aveva fatto traboccare il vaso e che metteva nel mirino il cibo dato negli ultimi tempi da Cirfood, operatore nazionale della ristorazione a cui la partecipata Icare del comune di Viareggio ha confermato l’affidamento del servizio di refezione anche per quest’anno scolastico.

Un servizio mensa per il quale le famiglie in ultima fascia Isee del Comune pagano la retta più alta di tutta la provincia di Lucca: 5,50 euro a pasto, nonostante un contributo comunale di oltre 1 milione di euro l’anno.

Di comune accordo, docenti e genitori sono arrivati all’arma dello sciopero del cibo per protestare quanto sta accadendo, facendo portare il panierino da casa ai propri figli dato che “qualità e quantità delle pietanze somministrate” sarebbero “così gravi” da aver indotto “non pochi alunni a rinunciare al pasto e digiunare”.

“Siamo molto contenti e consapevoli che il cambiamento non avverrà in un giorno – dicono genitori e docenti – Lo sforzo profuso è importante ma dobbiamo continuare fino a quando il risultato non verrà raggiunto”. Nei prossimi giorni infatti, a meno che non ci sia un intervento per cambiare le cose, sono attese nuove giornate di ‘sciopero del pasto’.

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