Pisa, Takeda delocalizza a Vienna: 67 licenziamenti in arrivo

Una doccia fredda cancella le promesse di stabilizzazione e apre una ferita profonda nel tessuto industriale del polo farmaceutico pisano. La multinazionale giapponese Takeda Manufacturing Italia, leader globale nella produzione di farmaci plasmaderivati, ha deciso di trasferire una parte delle proprie attività produttive dallo stabilimento di Pisa a quello di Vienna. La conseguenza immediata di questa operazione è il taglio drastico del personale, che colpisce 67 lavoratrici e lavoratori in somministrazione.

La manovra di riduzione del personale è già entrata nella sua fase operativa: proprio per la giornata di oggi, martedì 23 giugno, è prevista la consegna delle prime 37 lettere di cessazione del contratto di lavoro da parte dell’agenzia di somministrazione.

Il sindacato contesta duramente il cinismo dell’operazione, evidenziando il paradosso di un’azienda che solo recentemente aveva espresso apprezzamenti formali sulla qualità e sulla competenza delle maestranze in servizio a Pisa.

“Questa decisione colpisce duramente proprio quelle lavoratrici e quei lavoratori che sono presenti in azienda da molti anni e che l’hanno fatta crescere con il loro impegno, la loro professionalità ed esperienza – denunciano in una nota congiunta Alessandro Conforti (Filctem-Cgil) e Damiana Fiamingo (Nidil-Cgil) -. Rifiutiamo la logica per la quale si scaricano sui lavoratori più deboli e ricattabili le consequences di gestioni che, in nome del profitto di pochi, sacrificano la vita di 67 famiglie”.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la strada della delocalizzazione non può trasformarsi in un taglio automatico di posti di lavoro senza che prima siano state esplorate tutte le possibili soluzioni alternative. La preoccupazione delle sigle sindacali, inoltre, guarda al medio termine, lo svuotamento di asset produttivi rischia infatti di impoverire l’intero sito di Pisa.

Il clima all’interno dello stabilimento farmaceutico resta teso. I lavoratori si riuniranno domani, mercoledì 24 giugno, in un’assemblea sindacale straordinaria che sarà decisiva per definire il pacchetto di tutele e le prossime azioni di lotta e mobilitazione da intraprendere a difesa di tutti i lavoratori del sito pisano.

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