Elba, manca il veterinario h24: il cane Fedra muore sul traghetto

Un’attesa straziante durata sette ore, i telefoni che squillano a vuoto, un numero verde attivo solo sulla carta e l’impotenza totale di fronte al dolore lancinante del proprio animale domestico. Finisce nel peggiore dei modi, a bordo del traghetto della disperazione verso la terraferma, la vita di Fedra, una cagnolona colpita da una torsione gastrica mentre si trovava all’Isola d’Elba.

A denunciare pubblicamente il gravissimo blackout assistenziale è la proprietaria dell’animale, Camilla Rosati, attraverso uno sfogo durissimo affidato ai social network. Un racconto drammatico che riaccende prepotentemente i riflettori sulla totale assenza di un presidio veterinario di emergenza h24, attivo 7 giorni su 7, sulla maggiore delle isole toscane.

La crisi è scattata intorno alle 23, quando Fedra ha manifestato i sintomi inequivocabili della torsione dello stomaco. Da quel momento è iniziato il calvario dei proprietari per rintracciare un medico in grado di intervenire chirurgicamente, una corsa contro il tempo dove anche un solo quarto d’ora può fare la differenza tra la vita e la morte.

I tentativi di ricevere aiuto sull’isola si sono rivelati del tutto inesistenti. Camilla Rosati ha spiegato di aver tentato di contattare, uno a uno, tutti i professionisti presenti sul territorio elbano, senza ricevere alcuna risposta. Anche il numero verde istituzionale, deputato proprio a garantire il supporto in caso di emergenza, si è rivelato un vicolo cieco: l’operatore ha risposto alla chiamata, ma ha dovuto constatare l’assoluta mancanza di veterinari reperibili in quel momento sull’isola.

Rimasti soli a gestire le sofferenze della cagnolona nel pieno della notte, i proprietari have atteso l’alba per imbarcarsi sul primo traghetto disponibile nella speranza di raggiungere una clinica sulla terraferma. Ma per Fedra il viaggio si è interrotto a metà.

“Nel 2026, in piena stagione turistica, non esiste un servizio di emergenza veterinario h24, 7 giorni su 7. Assurdo – attacca duramente Camilla Rosati -. Per questo motivo abbiamo perso 7 ore, cercando di alleviare il dolore lancinante di Fedra per quanto ci è stato possibile, e combattendo con il nostro dolore per essere impotenti”.

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